Fra poco più di un mese, in relazione alla stagione, così si presenterà il torrente Carza, uno dei maggiori affluenti del fiume Sieve, nel centro abitato di San Piero a Sieve.
In seguito ai lavori per la realizzazione della linea Alta Velocità Fi-Bo, nel Mugello diverse sorgenti e falde acquifere sono state intercettate dallo scavo della galleria, con il conseguente drenaggio dei corsi d’acqua situati nei pressi delle aree interessate dal sottoattraversamento.
Nei periodi estivi tali torrenti, in relazione all’andamento meteo-pluviometrico e a seconda dell’entità degli impatti, si trovano in crisi idrica o privi di deflussi, avendone modificato il loro assetto idrogeologico in seguito allo scavo delle gallerie.
Il nuovo contesto realizzatosi può trovare una sorta di contenimento degli impatti solo mediante delle opere di mitigazione, consistenti in piccoli invasi per il rilascio idrico nei momenti di secca, impermeabilizzazioni delle fratture in alveo, rilasci artificiali attraverso bypass idraulici o rilanci idrici.Nessun intervento potrà ridare la naturale vita a questi corsi d’acqua.
Questo è stato il “costo del progresso”, direbbero alcuni dei più sensibili politicanti promotori dell’opera. Questo genere di opere presentano un impatto ambientale che non può essere nullo, questo è vero! Ma la realtà invece è un’altra.
Quest’opera, ammesso che fosse “essenziale” e “strategica” come si vogliono far passare molte delle grandi opere, più o meno utili o inutili a seconda dei casi, ma sempre molto costose e onerose per la collettività e l’ambiente, sarebbe stata anche grandiosa se la si fosse realizzata contenendone gli impatti. Sì perché, se in opere di tale entità, non si possono evitare gli impatti, di certo si possono limitare. La stessa opera poteva infatti, essere realizzata limitando moltissimo gli impatti rispetto a ciò che invece è avvenuto. Tutto dipende dal tracciato che si sceglie per l’attraversamento in galleria e quindi dal contesto geologico da escavare.
La via facilitata comporta maggiori impatti, mentre lo scavo più complesso ne genera minori. Il tracciato della linea AV Fi-Bo assume una forma ad “S” e non lineare come ci si aspetterebbe da una logica di tracciato più breve, dove, parlando di “Alta Velocità” i minuti diventano determinanti, considerando che tutto questo è stato realizzato principalmente per un risparmio di tempo.
Si è scelto invece, una via preferenziale più comoda e agevole negli scavi a discapito degli impatti sull’ambiente e sulle falde idriche. Allora, se abbiamo scelto che il prezzo da pagare sia un danno all’ambiente a favore della semplificazione ed esecuzione dei lavori, l’intero progetto avrà avuto un risparmio economico. Invece no, il costo finale dell’opera è lievitato enormemente.
Con questo dispendio economico, così esagerato rispetto al progetto previsto, avremo potuto realizzare la stessa opera limitando gli impatti al minimo tecnicamente possibile. Il risultato è stato invece, impatti e costi notevoli. Quindi la lievitazione dei costi dov’è andata a finire se non nella maggior complessità dell’opera al fine di limitarne gli impatti!?Lascio qui uno spunto di riflessione per evitare di dilungare e andare fuori tema, ma tanto credo che ormai tutti siano consapevoli e in grado di rispondere.
A compensare i “danni ambientali” sui territori sono stati poi destinati dei fondi per la realizzazione di opere compensative e di mitigazione degli impatti che ancora devono essere realizzate.
Per la realizzazione delle opere di mitigazione degli impatti e valorizzazione ambientale delle aree attraversate dalla linea ferroviaria, in relazione all’Accordo Procedimentale denominato “Addendum”, il Ministero dell’Ambiente e il Ministero delle Infrastrutture hanno stanziato alla Regione Toscana, 53 milioni di Euro, destinati in parte anche ad interventi acquedottistici e idropotabili connessi con le interferenze agli approvvigionamenti idrici.
Il programma di interventi previsti è stato redatto e gestito dalla Regione Toscana e Provincia di Firenze, definendo un Protocollo d’Intesa con i Consorzi di Bonifica, Unioni dei Comuni e Comuni interessati che individua un Quadro degli Interventi da realizzarsi, un Piano di Monitoraggio e le conseguenti attività di Gestione e Manutenzione delle opere realizzate.
I fondi destinati a questo progetto devono essere impiegati al meglio, nell’effettiva utilità alla salvaguardia dell’ambiente e delle risorse idriche, senza sprechi economici ed energetici, in modo funzionale e soprattutto con il buon senso.
Noi del M5S entreremo in Consiglio Regionale e garantiremo un controllo assiduo su questi aspetti e per tali tematiche che conosco e ho seguito personalmente negli anni passati, mi auguro di poter garantire il mio importante contributo, oltre che da ingegnere ambientale ed esperto tecnico del settore, anche da Consigliere Regionale. Poter quindi partecipare alle scelte politiche e svolgere un’adeguata pianificazione degli interventi, garantendo altresì di impiegare al meglio i fondi stanziati con la massima efficacia ed efficienza a beneficio collettivo e tutela delle matrici ambientali, affinchè si possa, con i contributi di risarcimento, compensare veramente, almeno in parte, gli ingenti danni idrogeologici lasciati sul territorio.
Paolo Chiarini
candidato Movimento Cinque Stelle, Collegio Firenze 2
© Il filo, Idee e notizie dal Mugello, 29 maggio 2015


