VAGLIA – I sacerdoti del Vicariato del Mugello, a turno, propongono una riflessione tratta dalle letture della Messa domenicale. Oggi il commento è di padre Antonio Messeri dei Missionari Oblati di Maria Immacolata, di Bivigliano.
In questo camino di Quaresima il Signore ci invita ad una profonda conversione. Uscire dai nostri schemi, allontanarsi da atteggiamenti pre-confezionati, che spesso sono pura apparenza. Il Signore ci invita ad andare oltre ad una visione comune della realtà, riuscendo a vederla come veramente è.
In questa seconda domenica di Quaresima l’evangelista Marco ci presenta uno dei momenti fondamentali vissuti da tre dei discepoli di Gesù: Pietro, Giacomo e Giovanni. Li porta su un alto monte e si rivela come egli è. La presenza di Mosè ed Elia ci afferma che la missione di Gesù è in continuità con quella delle grandi figure dell’Antico Testamento.
Gesù dialoga con loro, non crea rotture; la scena è così estasiante che Pietro vorrebbe rimanere a lungo in quella situazione. Pietro, il rude pescatore, un uomo di azione, ha un forte desiderio di rimanere lì a godere di quella meravigliosa compagnia, di stare lì in contemplazione. Ha cominciato la sua conversione, diciamo pure, la propria trasfigurazione. Gesù si trasfigura, Pietro si “trasfigura”, in un certo modo invitano anche ognuno di noi a trasfigurarci affinché possiamo mostrare agli altri quello che realmente siamo.
Dalla nube, segno chiaro della presenza di Dio, esce la voce del Padre che ci chiede di ascoltare Gesù. Ascoltarlo significa essere pronti a far scendere le sue parole nel profondo del nostro cuore, perché sia da lì che escano le nostre decisioni. Un ascolto che diventa azione ed, oserei dire, che diventa amore donato.
L’esperienza vissuta dai tre discepoli li marchierà a fuoco, anche se non dovranno parlarne con nessuno, questa consapevolezza li aiuterà a continuare sino in fondo. Mi sia permessa adesso una parziale deviazione dal Vangelo di questa domenica… Il monte, nella Sacra Scrittura è spesso un luogo dell’incontro con Dio, il Sinai, il Tabor ne sono chiari esempi.
Anche nella mia storia ci sono due “monti” importanti: Montesenario e Montevideo. Montesenario rappresenta per me il luogo alle cui pendici mi sono incontrato con Dio sin dalla giovinezza e che anche in questi tempi è importante. Da lassù infatti si può dare uno sguardo a tutto il Mugello, un colpo d’occhio davvero bellissimo, si vedono tutti i paesi da Barberino a Vicchio, da San Piero a Sieve a Ronta, da Galliano a Palazzuolo, da Borgo San Lorenzo a Scarperia, da Luco a Polcanto, da Sant’Agata a Vespignano, da Campomigliaio a Santa Maria a Vezzano, dal Cistio a Senni, da Piazzano a Olmi, da Cavallina a San Cresci, tutte comunità che ho conosciuto e cominciato ad amare in questi due anni in cui il Signore mi ha fatto la grazia di stare con voi, non solo a Bivigliano ma in tutto il Mugello.
Montevideo è la missione a cui mi chiama la nuova “obbedienza” che ho ricevuto dal Padre Provinciale, anche lì ho incontrato Dio, nel povero, nell’amico, nel sofferente durante gli undici anni che ci ho vissuto, in questi venti anni di missione in Uruguay. Un nuovo inizio, nuovi volti, ma lo stesso Signore da seguire e ascoltare.
Con il suggerimento di don Luciano, Pievano di Borgo, vi lascio alcune coordinate per eventuali collaborazioni con la missione, sapendo di contare sicuramente sulla vostra preghiera. Fra tre giorni partirò, ma adesso sarà per molti un arrivederci, i nostri cuori sono già in contatto e pronti per irradiare la luce della Trasfigurazione.
Per collaborare:
Procura delle Missioni Estere, dei Missionari Oblati di Maria Immacolata.
Procura: IT 43 Y 02008 03284 000105251287
Onlus: IT 65 E 02008 03284 000104664541
Via Tuscolana 73 – 00044 Frascati (ROMA)
Email: [email protected]
Pagina web: www.procuramissioniomi.eu
p. Antonio Messeri, omi
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 25 febbraio 2023




