SCARPERIA E SAN PIERO – I sacerdoti del Vicariato del Mugello, a turno, propongono una riflessione tratta dalle letture della Messa domenicale. Oggi è la volta del Pievano di San Piero a Sieve, Don Daniele Centorbi.
Giovanni 1,1-18
In principio era il Verbo,
il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
Egli era in principio presso Dio:
tutto è stato fatto per mezzo di lui,
e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste.
In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre,
ma le tenebre non l’hanno accolta.
Venne un uomo mandato da Dio
e il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone
per rendere testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Egli non era la luce,
ma doveva render testimonianza alla luce.
Veniva nel mondo
la luce vera,
quella che illumina ogni uomo.
Egli era nel mondo,
e il mondo fu fatto per mezzo di lui,
eppure il mondo non lo riconobbe.
Venne fra la sua gente,
ma i suoi non l’hanno accolto.
A quanti però l’hanno accolto,
ha dato potere di diventare figli di Dio:
a quelli che credono nel suo nome,
i quali non da sangue,
né da volere di carne,
né da volere di uomo,
ma da Dio sono stati generati.
E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi vedemmo la sua gloria,
gloria come di unigenito dal Padre,
pieno di grazia e di verità.
Giovanni gli rende testimonianza
e grida: «Ecco l’uomo di cui io dissi:
Colui che viene dopo di me
mi è passato avanti,
perché era prima di me».
Dalla sua pienezza
noi tutti abbiamo ricevuto
e grazia su grazia.
Perché la legge fu data per mezzo di Mosè,
la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.
Dio nessuno l’ha mai visto:
proprio il Figlio unigenito,
che è nel seno del Padre,
lui lo ha rivelato.
Commentare questo testo così ricco di significati e di bellezza è veramente difficile per questo vi propongo più che un commento alcune sottolineature invitando i lettori a prendersi almeno 10 minuti di tempo nel silenzio, davanti al presepe. Sì, perchè questo è un testo da contemplare, da lasciare entrare dalla porta anima e non semplicemente dal cervello.
È solo davanti al presepe guardando il bambinello con occhi nuovi di stupore che si può entrare nel mistero di Dio che è fin dal principio e ha fatto ogni creatura e che sceglie di farsi come noi per esserci vicino, visibile, sperimentabile… il brano gioca con i termini importanti di vita, luce, grazia… tutti termini che vogliono spingerci ad accogliere la sua presenza così come ha fatto l’autore del testo Giovanni e la comunità apostolica.
Per questo vi consiglio di rileggere con calma questo brano, lentamente gustando di ogni singola immagine e facendo vostra la frase o la parola che vi colpisce di più e vi smuove di più… lasciamoci illuminare dalla luce del mondo proprio come in una notte profonda dove anche la nebbia toglie la capacità di vedere.. andiamo alla ricerca di un bagliore, cerchiamo la Luce del mondo Esso ci guiderà fuori da queste tenebre che talvolta sembrano vincere.. ma temete ce lo dice il Vangelo stesso le tenebre non l’hanno vinto!
E se qualcosa non ci torna, chiediamolo a qualche altro fratello di fede, al proprio sacerdote: è bello poter scambiare due parole, delle impressioni a partire proprio dal Vangelo, la parola di Vita che ci viene consegnata ogni domenica.
Don Daniele Centorbi
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 5 gennaio 2025


