MARRADI – Il tribunale di Firenze torna ad esprimersi in merito all’eccidio di Crespino. E stabilisce che avranno un risarcimento anche i figli di Arturo Raspanti, che nel luglio 1944 si trovava nel podere La Castellina, e che fu sorpreso e fucilato sul posto, per rappresaglia, dai militari di un’unità mista italo-tedesca della Wermacht.
Nella rappresaglia, decisa dopo l’uccisione di due militari tedeschi ad opera dei partigiani, avvenuta alcuni giorni prima, furono trucidati in tutto 44 civili. Fatti passati alla storia appunto come l’eccidio di Crespino (articolo qui), compiuto tra il 17 ed il 18 luglio 1944 nella frazione di Marradi. Già lo scorso novembre c’erano state analoghe pronunce in favore di parenti di altri due contadini uccisi nella stessa strage (articolo qui). Adesso, lo scorso 31 gicembre, la giudice Susanna Zanda ha emesso una nuova sentenza che stabilisce altri risarcimenti.
La sentenza condanna il Ministero dell’Economia a risarcire i due figli di Raspanti, difesi dall’avvocato Diego Cremona, con circa 323 mila ciascuno, per un totale di 650 mila euro. E adesso, se l’avvocatura di Stato non farà appello, potranno chiedere l’accesso al fondo governativo istituito nel 2022 per indennizzare le vittime delle stragi naziste.
Per la verità anche i nipoti di Raspanti avevano fatto ricorso per chiedere i danni, ma la giudice ha stabilito, diversamente da quanto accaduto in passato in casi simili, di risarcire solo i parenti di primo grado, in questo caso appunto i figli. Si tratta comunque di una sentenza importante, che supera, come fa notare con piena soddisfazione l’avvocato Diego Cremona che li ha assistiti, le eccezioni relative al difetto di giurisdizione della Germania e alla prescrizione dei risarcimenti.
La sentenza, ricostruendo i fatti di quei tragici giorni, ricorda che “il reparto militare tedesco, in questo caso di polizia, responsabile dell’eccidio è stato storicamente individuato, financo nel suo ufficiale al momento in comando. Trattasi della prima compagnia del terzo battaglione volontari di polizia “Italia”, una unità mista italotedesca la cui composizione è appunto l’ennesima riprova della tragedia che colpì il nostro paese ottanta anni fa”. E definisce l’eccidio di Crespino come un evento tragico, “da non svalutare o, peggio ancora, dimenticare con il decorso del tempo”. E ancora: “I fatti delittuosi, avvenuti durante questa strage, sono stati abbondantemente accertati e verificati documentalmente e storicamente, per le fonti basti citare gli archivi storici comunali e statali”. Concludendo: “È, dunque, indubbia la responsabilità del terzo Reich tedesco, quale istituzione statale da cui dipendevano le forze armate della Germania all’epoca dei fatti, pur se, come in questo caso, in esse erano inquadrati anche militari italiani”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 5 Gennaio 2025


