PALAZZUOLO SUL SENIO – I sacerdoti del Vicariato del Mugello, a turno, propongono una riflessione tratta dalle letture della Messa domenicale. Oggi è la volta di don Don Pierre Mvubu Babela, parroco di Palazzuolo sul Senio.Fratelli e sorelle, questa Terza Domenica nel Tempo di Pasqua, ci ricorda che la Missione ecclesiale di testimoniare il Cristo morto e risorto non nasce soltanto dalla certezza dell’accaduto vissuto dai testimoni oculari (apostoli e discepoli che hanno mangiato e bevuto insieme al Risorto) o per la fede nel Risorto (Chiesa di ieri e di oggi), ma anche per l’obbedienza a Dio anche a costo della propria vita.
Infatti, c’è una vera “sentenza” , un vero “giudizio in contumacia”, perché al posto di Cristo Risorto, è proprio la Chiesa il suo corpo che ne fa le spese. Si continua ad accusare, a processare Cristo toccando il suo corpo che è la Chiesa. Simon Pietro ne è il portavoce. Senza paura, senza esitazione né incertezza, ma con gran coraggio afferma : ” Bisogna obbedire (credere) a Dio piuttosto che agli uomini… Perché di questi fatti, siamo testimoni, noi e lo Spirito Santo” (At 5,29).
Questo atteggiamento che guida la Chiesa, frutto dello Spirito Santo quindi libera dal profondo degli inferi delle menzogne e dell’odio per un abbraccio di verità e dell’ amore (Sal 29/30).
L’Agnello che fu immolato, l’unico colpevole di scandalo secondo gli Ebrei, l’unico colpevole di follia per i pagani, è l’unico degno di ricevere potenza, onore, gloria, ricchezza benedizione perché siede alla destra del Trono del Padre.
Egli, promette e realizza la sua Sovranità nella testimonianza quotidiana di ogni fedele ch’è abbracciato dalla sua Misericordia e vive testimoniando la stessa Misericordia, cosciente della propria limitatezza come lo esprime Simon Pietro nel Vangelo odierno (Gv 21,1-19). Pietro, frustrato, scoraggiato e sperimentando il proprio fallimento, ritorna alla pesca, torna alla sua prima vita e purtroppo per lui, senza Cristo, fa l’esperienza del proprio fallimento e ne fa una speciale esperienza soltanto ascoltando e obbedendo alla Voce di Cristo Maestro.
Oggi, come possiamo testimoniarlo?
Amando; anzi, Volendogli bene come Pietro, che per tre volte risponde all’amore “puro e perfetto” di Dio, con l’amore “limitato e imperfetto” dell’uomo: ” Tu sai tutto, sai che ti voglio bene”. Anche oggi, a te a me, a noi, Cristo come a Simone Pietro ripropone la stessa domanda e aspetta da noi una risposta personale, concreta, sincera e senza filtro di ipocrisia, ma confidando come Pietro, rimanendo nel suo Amore e volendoci bene gli uni gli altri, affinché Egli che è Amore vero e sorgente di ogni bontà, trasformi il nostro fragile amore (volersi bene), nel suo vero e Unico Amore di comunione, di unità, di condivisione che rende credibile la nostra testimonianza e la nostra missione nella Chiesa stessa (ovile santo di Dio) e nel mondo.
Chiediamo al Signore di accrescere in noi la luce della fede, perché attraverso i segni sacramentali della sua Chiesa, riconosciamo e operiamo uniti a Cristo suo Figlio per mezzo dello Spirito Santo. Amen.
Don Pierre Mvubu Babela
Parroco di Palazzuolo sul Senio
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 4 maggio 2025
Parroco di Palazzuolo sul Senio
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 4 maggio 2025




