SCARPERIA E SAN PIERO – I sacerdoti del Vicariato del Mugello, a turno, propongono una riflessione tratta dalle letture della Messa domenicale. Oggi è la volta di don Binu Francis Joseph Pandaraparambil, viceparroco di Scarperia.
Il vangelo di oggi fa una domanda e ci dà la risposta: “Che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?” la domanda. “Vendi quello che hai e dallo ai poveri” la risposta.
Le parole di oggi ci parlano della ricchezza che noi abbiamo ricevuto gratuitamente e della sapienza con cui dobbiamo usarla e poi ci insegnano del posto dove dobbiamo depositare la nostra ricchezza ed in cui dobbiamo investire.
C’è una storia. In quel villaggio, c’era un ricco avaro. Lui conservava tutti i suoi soldi in tre cassette grandi e le nascondeva sotto al suo letto. Ogni notte, prima di andare a letto, il ricco avaro prendeva i soldi e parlava con i soldi. Lui era molto dipendente dai soldi così che una notte lui ha sentito i soldi parlare: “Oh caro padrone io ti amo. Io so che senza di te io non posso vivere. Quindi, quando tu morirai, io voglio accompagnarti.” Allora, un giorno è morto il ricco avaro e prendendo tutti i soldi, lui è arrivato davanti alla porta del Paradiso. Guardando quest’uomo ricco che stava cercando qualcosa, è arrivato San Pietro alla porta del Paradiso e gli ha chiesto: “Allora. Oh caro mio, che cosa tu cerchi? Che cosa hai portato in queste cassette grandi?” “Caro Pietro, stavo cercando la filiale della banca del Paradiso. Perché io voglio depositare sicuramente questi soldi che ho portato dal mondo affinché io possa vivere qui senza problemi”, ha risposto il ricco a San Pietro. “Oh caro ragazzo, come mai tu hai portato tutti i tuoi soldi qui a depositare? Non sai che la banca del paradiso ha un’unica filiale?”, San Pietro ha chiesto al ricco. “Dove è questa filiale?”, con ansia ha domandato il ricco a Pietro. “L’unica filiale della banca del paradiso è il mondo.” Ha risposto San Pietro.
Depositiamo la nostra ricchezza, ricevuta gratuitamente, in questo mondo.
Adesso risuona un’altra domanda: “Dove o come dobbiamo investire la nostra ricchezza?”
C’è un’altra storia. Quando il saggio maestro è partito per un pellegrinaggio, ha chiamato i suoi due discepoli, ha dato dieci semi di fiori a ciascuno di loro e gli ha detto: “Quando io torno da questo viaggio, chi fa la primavera con questi semi, sarà il mio successore.” Allora, questo monastero aveva due piccoli campi per la coltivazione, accanto ai questi, c’erano i campi degli abitanti del villaggio. Il maestro ha consegnato un campo al primo e l’altro al secondo. Facendo così, il maestro partì. I giorni sono passati. Un giorno è tornato il maestro. Lui ha visto la parte del campo del secondo discepolo con tutti i fiori come la primavera, mentre la parte del campo del primo era come un deserto. Adesso si è avvicinato il primo discepolo al maestro e si è lamentato: “Come mai, tu puoi essere ingiusto cosi? Tu mi hai dato i semi inefficaci, mentre tu gli hai dato i semi buoni e efficaci” Il maestro gli ha risposto: “Oh caro mio, ho dato a voi due gli stessi semi. Adesso, dimmi, come tu hai seminato i semi?” “Ho seminato tutti i dieci semi uno per uno nel mio campo. Ma sono molto triste che neppure uno dei dieci semi è germogliato!”, ha risposto il primo discepolo. “Adesso, tu chiedi al tuo fratello, che cosa lui ha fatto con i suoi semi.” Il maestro ha detto al primo. Ora, si è avvicinato il secondo discepolo e gli ha detto: “Oh caro maestro, come il mio fratello, anch’io volevo seminare tutti i semi, uno per uno nel mio campo. Quindi, ho seminato il primo seme e ho aspettato. Ma questo non è germogliato. E poi io pensavo di dare il secondo seme al mio prossimo e glielo ho dato. Sai che cosa è successo? Quando lui ha seminato il secondo seme nel suo campo, è germogliato il primo seme che ho seminato nel mio campo. E poi ho seminato il terzo seme nel mio campo, dando il quarto al mio prossimo. E cosi, ho condiviso tutti i semi che tu mi hai dato gratuitamente e ho fatto questa primavera per te.”
Noi vendiamo, ma dove noi depositiamo e investiamo? È la domanda. Questi giorni, ho sentito di un ricco del mondo che ha venduto il suo aereo privato per 350 milioni e ne ha comprato un altro da 500 milioni. Noi vendiamo e poi depositiamo per noi stessi. Noi non vogliamo investire per gli altri.
Ricordiamo sempre che la banca del paradiso ha un’unica filiale: il mondo. E la CONDIVISIONE o l’INVESTIMENTO che noi facciamo per gli altri FA LA PRIMAVERA in questo mondo.
Don Binu Francis Joseph Pandaraparambil
viceparroco di Scarperia
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 13 ottobre 2024


