MUGELLO – I parroci del Vicariato del Mugello, a turno, propongono una riflessione tratta dalle letture della Messa domenicale. Oggi è la volta del parroco di Luco di Mugello, Don Marcial Guillermo Gonzalez Araya.
Marco 10, 46-52
“Signore che veda”
“Gesù figlio di Davide abbi pietà di me”
Un uomo cieco, Bartimeo grida in mezzo alla folla senza paura e timore di quella moltitudine rumorosa. E la sua preghiera si fa sentire: “Figlio di Davide abbi pietà di me!”: sembra il grido di tutta l’umanità sofferente e di ogni uomo lasciato lungo le strade della vita.
Il cieco non ha vergogna della sua povertà: chiama Gesù, e Gesù si ferma, come si ferma anche oggi con ognuno di noi. Gesù ha un tempo per il cieco ed anche per noi. Incoraggiato da coloro che prima lo avevano fatto tacere, coraggioso, si alza e va davanti a Gesù, e gli chiede di vedere.
Quello è il suo grande bisogno, lui vuole vedere, ha lasciato il suo mantello lungo la strada e si presenta senza niente, davanti a Cristo. Soltanto con un grande desiderio. Anche noi bbiamo bisogno di lasciare lungo le strade tutto quello che ci avvolge e che diventa la nostra protezione, la nostra sicurezza.
E’ la sua fede ad averlo sollevato: sì, perché nella fede ha visto Cristo, lo ha visto nel suo cuore, e il suo primo sguardo, la prima persona che vede sarà il volto di Cristo.
Lui ha visto Cristo e lo segue, la strada di Cristo diventa la sua strada.
Cristo diventa per ognuno di noi la via che dobbiamo percorrere dopo la professione di fede apostolica che porta alla fede in Cristo.
Oggi in mezzo al rumore e alle tante voci non ascoltiamo le parole di Cristo e della sua Chiesa. Ma Cristo continua a farsi sentire, va oltre la nostra confusione ed la nostra cecità.
Ma abbiamo bisogno di coraggio per alzarci e lasciare i nostri mantelli e chiedergli di vedere. Soltanto così potremo fare con lui, insieme, la stessa strada.
Don Marcial, Priore di Luco
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 24 ottobre 2021




