VAGLIA – I sacerdoti del Vicariato del Mugello, a turno, propongono una riflessione tratta dalle letture della Messa domenicale. Oggi è la volta di don Matteo Perini, parroco di S. Pietro a Vaglia.
A ciò che Dio dice non c’è da aggiungere nulla né da togliere nulla perché “resta per sempre ogni sentenza della tua giustizia” (salmo 119): la verità è vera ieri, oggi e sempre.
I tempi di Dio non sono i nostri tempi, né fretta né lentezza, perché Egli va compiendo un disegno d’amore e questo, ultimato, resterà per sempre.
La sua Parola ci armonizza con questo grande disegno, ci rigenera, ci permette di collaborarvi.
Se l’accogliamo, seme, e la pratichiamo, frutto, si manifesta in noi l’opera del suo amore, con una cura speciale di chi è particolarmente ferito nella vita e ha più bisogno.
Cercare Dio, cuore del mistero della bellezza, della speranza, della gioia, della vita, e onorarlo; onorare i genitori, suoi collaboratori per il dono, la cura e lo sviluppo della vita;
non uccidere, non spegnere la vita; non commettere adulterio/atti impuri, cioè rispettare luogo e gesti che pongono in essere la vita; non rubare, cioè rispettare la proprietà di ciò che è necessario per vivere; non mentire, nei processi e nelle cose minime, cioè non inquinare e non danneggiare testimoniando il falso le relazioni, che sono parte fondamentale della vita; non concepire nemmeno il desiderio di nuocere.. Queste sono verità ieri, oggi e sempre. Sono indicatori messi a custodia del grandissimo dono che abbiamo ricevuto nel tempo, su questa terra, come anticipo di quello che ci sarà dato in pienezza dopo la morte: la vita vera.
Custodire e promuovere la vita, del corpo, della mente, dell’anima.
Per questo è così necessaria la pace, che inizia col rispetto della vita.
Non far danno a sé né al prossimo, né fisico né morale, e non lasciarsi corrompere il cuore dalla cupidigia e dall’odio.
Altro che un poco di polvere sulle mani, sulle stoviglie, o “quello che si è sempre fatto” per i festeggiamenti del patrono.
Rendono impuro l’uomo la superficialità, la presunzione con cui lo si vede calpestare la vita; il falso scrupolo che tanto si preoccupa del tipo di alimentazione e non si accorge dei veleni culturali e ideologici che gli provocano malattie dello spirito..
Non una religione quella del precetto esteriore ma quella che si collega in profondità con la vita, bellissima e ferita. Spingersi alle sorgenti più profonde di ciò che creato per incontrarci Dio, per rimanergli fedeli.
La vera religione custodisce ciò che è più sacro a Dio, al suo Amore: noi e il nostro prossimo.
Come Cristo ci ha insegnato incarnandosi e morendo e risorgendo per noi.
Don Matteo Perini
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 1 settembre 2024




