
VICCHIO – I sacerdoti e i diaconi del Vicariato del Mugello, a turno, propongono una riflessione tratta dalle letture della Messa domenicale. Oggi è la volta di Luca Gentili, diacono dell’unità pastorale di Vicchio.
Dio è onnipotente e onnisciente e neppure paragonabile ad alcuna potenza, conoscenza, intelligenza umana (o artificiale). Eppure il Figlio incarnato, ci testimonia il Vangelo di questa domenica, “non poteva compiere nessun prodigio” nella sua patria. Il pensiero lega subito questa frase al prologo del vangelo di San Giovanni (Gv 1, 11): “Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto.”. E’ il Dio che ha posto la sua tenda in mezzo a noi e che ha svuotato se stesso fino alla morte e alla morte di croce.
Dio si rivela infinitamente umile. Lo sappiamo bene – noi che ce ne nutriamo ad ogni messa – che Gesù si fa sostanza della nostra conoscenza di Dio, si fa verità sostanziale: non sola materia né solo spirito; né sola umanità né sola divinità ma unione del Divino con l’umano, che viene ad abitare in mezzo a noi e dentro di noi. Un tale amore, una tale umiltà è grazia di libertà per l’uomo, per ciascuno che entri in relazione con lui.
E pure non poteva compiere nessun prodigio davanti a quella comunità, proprio per quel dono di libertà, proprio per quell’umiltà, proprio per quella sostanzialità.
La verità sostanziale di quei Galilei erano la carne e il sangue, il circolo ristretto delle proprie parentele, della storia del proprio villaggio, l’abitudine a guardarsi con l’idea di sapere già tutto quello che c’è da sapere e di poter giudicare quanto c’è da giudicare. E si rifiutavano di accogliere Gesù come gli israeliti, “razza di ribelli”, si rifiutavano di ascoltare lo Spirito di Dio. Quello stesso Spirito avrebbe reso invece capace San Paolo di accettare la risposta: “Ti basta la mia grazia; la forza infatti si manifesta pienamente nella debolezza”. L’umiltà di Dio si fa infatti grazia per l’uomo.
Anche per noi in questa epoca della potenza dell’informazione.
Anche noi, oggi, siamo gratificati dal crederci capaci di conoscere quel che c’è da conoscere e giudicare quel che c’è da giudicare, con l’orizzonte sempre più chiuso in bolle informative, costruite da algoritmi servi di soldi o potere, che confermano le nostre credenze, le nostre attitudini. Come potremo riconoscere così il profeta che sorge in mezzo a noi, la suprema umiltà di chi ci vuole liberi nella nostra relazione con Lui? Come potremo accogliere i doni che ci vengono offerti?
Non ce la caveremo con una morale: la morale non salva. Invece la questione riguarda la nostra modalità di esistenza: chi e di chi siamo? Della carne? Delle idee? Di una qualche vaghezza spirituale? O siamo uniti al Cristo, figli del Padre, fratelli redenti anche di chi ci vorrebbe morti? Le bolle informative (che ci coccolano, ci rassicurano o ci “chiamano alla lotta”, scegliete voi) nel merito pervadono il mercato delle religioni e delle opinioni, dominano gli spazi dei nostri minuscoli villaggi globali. Ma poi si schiantano, svanendo, sull’umile concretezza dell’incarnazione. Ci basta la sua grazia.
Diacono Luca Gentili
Unità Pastorale di Vicchio
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 7 luglio 2024


