SCARPERIA E SAN PIERO – I sacerdoti del Vicariato del Mugello, a turno, propongono una riflessione tratta dalle letture della Messa domenicale. Oggi è la volta di don Lambert Lihane Nkoy, Unità Pastorale di Scarperia-Fagna e Sant’Agata
At 12,1-11
2 Tm 4,6-8.17-18
Mt 16,13-19.
Simone, pescatore di Betsaida, uno dei primi discepoli di Cristo (Cfr. Mc 1,16-20), viene scelto come il “primo” (Mt 10,2) tra i Dodici. Cambiando il suo nome in Pietro, Gesù gli affida l’incarico di confermare i fratelli nella fede e di pascere il gregge della sua Chiesa. .Paolo di Tarso, conquistato da Gesù sulla via di Damasco, consacra tutto sé stesso a servizio dell’intelligenza e dell’annuncio dell’esistenza nuova che egli vive in Cristo Gesù suo Signore. Entrambi gli apostoli, che “in modi diversi hanno radunato l’unica famiglia di Cristo” (Prefazio), sigillarono la loro testimonianza a Cristo con il martirio a Roma, negli anni sessanta del primo secolo.
Il passo del vangelo scelto per la nostra meditazione, è un celebre testo “petrino” costruito su tre simboli principali: il primo è rappresentato dalla pietra che si collega al nome aramaico Kefa attribuito da Gesù a Simone. Nel mondo biblico e semitico il mutamento di nome implica il mutamento del destino e della realtà di una persona. Simone diviene, allora, la roccia sulla quale Gesù getta le basi dell’edificio della Chiesa, di cui, pero, egli sarà sempre “pietra angolare” insostituibile. Cristo e Pietro hanno una funzione parallela e connessa da un vincolo di partecipazione. Il secondo simbolo è quello delle chiavi, che sono segno di responsabilità e dominio su una casa. Le chiave sono perciò, l’immagine efficace di una potestà che dal Cristo viene ora trasmessa a Pietro: egli non è il fondatore e il sovrano del Regno, ma il responsabile immediato che deve esercitare il potere in modo delegato. Il terzo simbolo è presente nel binomio legare e sciogliere, un binomio riservato soprattutto ai permessi e alle proibizioni nell’ambito dell’insegnamento e della morale. L’apostolo è chiamato, quindi, a insegnare, a evangelizzare e a decidere la qualità morale delle scelte umane alla luce della parola di Cristo.
Ci rendiamo conto di quanta fede dovrà esercitare Pietro e i suoi successori per sciogliere sulla terra cose annodate in modo da nascondere l’amore di Dio! Ora lo aiuta anche Paolo, conquistato da Gesù. L’amore di Dio è per loro, il tesoro inestinguibile, e in vista di lui loro hanno affrontato la morte per testimoniarlo a sostegno di tutta la Chiesa. Preghiamo oggi perché il Signore che ha fondato la sua chiesa sulla solida roccia di Pietro, protegga il Papa LEONE XIV e faccia sia chrche il popolo cristiano, sotto la sua guida, progredisca nella fede, nella speranza e nella carità. Amen!
don Lambert Lihane Nkoy, Unità Pastorale di Scarperia-Fagna e Sant’Agata
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 29 Giugno 2025

