
FIRENZUOLA – Claudio Scarpelli lancia una proposta concreta e forte, per la ripulitura urgente di Rovigo e Santerno. E’ un problema straordinario, occorrono mezzi straordinari. E l’ex-sindaco di Firenzuola, in questa intervista esprime il proprio pensiero sulla vicenda.
Scarpelli, cosa ne pensa del disastro del Rovigo?
È una situazione molto difficile e ho nel cuore le Istituzioni chiamate, loro malgrado, ad affrontare un disastro ambientale ed economico immenso, le cui conseguenze, ad oggi, non sono assolutamente quantificabili.
Ma secondo lei, ci sono delle responsabilità, e se sì, di chi?
Sembra ci sia un’indagine della magistratura e pertanto confido faccia rapidamente il proprio corso; a pelle direi che le responsabilità penali, probabilmente sono prescritte o non punibili ai sensi delle legislazioni di allora, mentre per le civili e quindi il risarcimento del danno, sempre da incompetente, posso ritenere che siano da ricercare tra gli “eredi” di chi ha autorizzato, conferito i rifiuti, non controllato o i proprietari dei fondi.
In attesa di individuare eventuali responsabili, chi dovrebbe intervenire per ripristinare?
Il Rovigo è di competenza regionale, la legislazione attuale conferisce alla Regione poteri ed oneri sulla questione rifiuti, quindi mi sembra naturale sia la Regione Toscana ad occuparsi direttamente di affrontare e risolvere il problema, per poi rivalertisi economicamente su eventuali responsabili, purtroppo però ad oggi sembra di capire che la Regione si stia sfilando dalla gestione diretta, lasciando al Comune di Palazzuolo tutta la regia della operazione; unica cosa certa è che il Comune di Firenzuola, i suoi cittadini e le sue imprese sono i veri danneggiati.
Come intervenire?
L’urgenza e la complessità della situazione richiede copioso impiego di uomini e mezzi specializzati, pertanto credo che sia indispensabile un rapido coinvolgimento dell’Esercito, unica struttura in grado di mettere a disposizione le forze sufficienti per la bonifica delle aree e dell’asta fluviale, inoltre, sempre a mio avviso, occorre prendere coscienza stante la natura dei luoghi, dell’impossibilità di trasportare via in tempi accettabili, tutta quella massa di rifiuti mischiati a terra e vegetazione, pertanto occorre che la Regione, non essendoci abitazioni nell’area, capisca ed acconsenta ad una deroga legislativa per autorizzare a bruciare sul posto i rifiuti raccolti, certo occorre celerità massima, nel giro di qualche settimana ci sarà l’esplosione primaverile della vegetazione, che andandosi a mischiare con i rifiuti, complicherà ulteriormente la loro raccolta.
Ultima considerazione di carattere generale?
Da oltre cinquant’anni la Regione Toscana e specialmente l’area Fiorentina, rifiuta ogni possibilità di termovalorizzatore, altresì presente in tutte le maggiori città del centro nord italiano, continuando ad esportare i propri rifiuti in altre zone e soprattutto interrandoli in discarica; in queste settimane è in approvazione il nuovo piano dei Rifiuti Regionale, che continua ad escludere qualsiasi possibilità di termovalorizzatore, confido che il Presidente Giani, l’Assessore Monni, e tutto il PD imparino la lezione che il Rovigo sta loro impartendo e correggano, prima della fine della legislatura, le proprie scelte, le future generazioni saranno loro riconoscenti.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 4 Aprile 2025





