MUGELLO – Abbiamo la netta impressione che i prossimi mesi saranno più duri da ciò che già si ventila, per quanto riguarda riscaldamento e illuminazione. Perché non basta dire “riduciamo di un grado le temperature dei termosifoni, o accendiamoli dopo e spegniamoli prima”. Chi controllerà che questo sia fatto davvero e in modo corretto? Molto spetterà alla coscienza delle persone, e anche alla consapevolezza che gas ed energia elettrica costano un sacco e che quindi converrà limitare i consumi.
C’è però da fare un lavoro di sensibilizzazione e di auto-educazione. E su questo gli enti pubblici devono essere in prima fila, e attivarsi quanto prima. Ci rivolgiamo anzitutto ai Comuni. Sono stati pianificati interventi immediati ed efficaci di risparmio energetico? Sono state fatte ricognizioni in tal senso? Ci sono città, anche importanti, che già spengono, a turno, per tutta la notte, l’illuminazione pubblica di un intero quartiere. C’è chi spegne i lampioni, uno acceso, l’altro spento. Ci chiediamo se i nostri Comuni si sono preparati e hanno deciso il da farsi. Se hanno deciso, lo facciano sapere. Altrimenti, che si muovano per farlo, e lo comunichino ai cittadini. Si spengano intanto le illuminazioni non essenziali. E poi si riducano al minimo anche quelle necessarie. Se verrà spiegato bene alla cittadinanza, sarà più facile accettare i disagi. Consapevoli che alla fine non è il Comune che risparmia sulla luce o sul riscaldamento. Siamo tutti noi, a risparmiare. E a dare un contributo per evitare black-out e blocchi ben più dannosi e disagevoli.
Lo stesso vale, e vale ancor di più, per il riscaldamento. In passato non era vedere uffici pubblici col riscaldamento a tutto spiano, e le finestre aperte. Le amministrazioni e i dipendenti si attrezzino. Si ponga attenzione, si controlli. E’ un sacrificio, ma un sacrificio che va fatto.
IL FILO
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 18 settembre 2022


