BORGO SAN LORENZO – Rivoluzione Soterna. La vorrebbe fare il comune di Borgo San Lorenzo, mettendo mano a una delle aree più caotiche del proprio territorio. Non è la sola, in verità, perché anche l’area delle Fornaci, con le sue strade dove non si può neppure parcheggiare, e il mix tra appartamenti e capannoni, fa veramente tristezza.
Ma la Soterna è proprio un concentrato, un caos urbanistico di prim’ordine. Basti dire che perfino gran parte delle strade sono ancora di un privato, che alla fine degli anni ’70 chiese di cederle gratuitamente al comune. Il comune sbagliò a elencare le particelle, ne prese in carico solo una parte, e da allora, sono passati più di trent’anni, tutto è rimasto così (e si capisce perché la manutenzione delle strade alla Soterna sia cosa effettuata rarissimamente).
In origine era un’area artigianale di impianto unitario (nel 1942) come fabbrica chimica. Ma ora lo scrivono perfino nella relazione progettuale: l’area si “è accresciuta senza una pianificazione urbanistica di contesto”. E “attualmente è un mix di produzione, servizi, commercio e residenze totalmente priva di caratteri identitari riconoscibili, sia nelle funzioni che nella logistica”. Peccato che il Comune di Borgo San Lorenzo un Piano Regolatore lo abbia sempre avuto. Evidentemente la gestione urbanistica non è stata delle migliori.
Così il progetto che ora l’amministrazione comunale ha avviato è anche l’implicito riconoscimento dei grossolani errori fatti nel passato.
Ma mettere mano in una situazione del genere non sarà comunque cosa facile.
Il progetto avviato con l’ANCI, di “rigenerazione urbana”, che ha ottenuto un finanziamento regionale di un milione e 600 mila euro è stato preceduto anche da una serie di interviste ai proprietari e gestori degli immobili. Sono state fatte domande sull’azienda, chiedendo anche se “avete cambiato sede nel corso del tempo? Pensate di cambiarla?” e tante domande sull’area Soterna: quali criticità riscontrate, quali problemi per la viabilità, quale futuro immaginate per la Soterna, quali scelte potrebbero esser funzionali alla vostra attività. E ancora, “rispetto all’uso degli edifici dismessi e alle funzioni da individuare, vedete soluzioni o avete pensato a possibili proposte?”, e “Che risposta pensa ci sarebbe a d una ipotesi di intervento?”, scendendo ancor più nei particolari: “per favorire una riqualificazione dell’area cosa siete disposti a fare o a dare ed eventualmente in cambio di cosa (ad esempio cedere pertinenze non utilizzate)?”. E tra le domande si chiede se si conosce le aree produttive ecologicamente attrezzate (APEA), come Pianvallico, se La Soterna potrebbe diventare un’APEA e infine se “ritiene proponibile la gestione unificata dell’area tramite un soggetto delegato”.
Non è facile intervenire anche per il numero di proprietari, con cui concordare l’operazione. Alcune decine. A cominciare dal blocco Trony, Penny Market, Tannino, Ripaverde, di proprietà Aiazzi, alla Conad, fino alla zona industriale dove ci sono Italian Trusting e Capirossi. E’ dal luglio scorso che i proprietari dell’area sono venuti a sapere della cosa, e il primo incontro il Comune lo ha convocato per il 16/9. Anche se sembra che qualche proprietario non sia stato neppure invitato.
L’area interessata ha una superficie territoriale di 370.430 mq, e con superfici coperte per circa 73 mila mq.
Cosa prevede il progetto
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Per fare la Soterna 2.0 –come l’ha definita all’incontro con i proprietari il sindaco Paolo Omoboni- si prevedono interventi molto incisivi, mirati a decongestionare l’area, a dotarle di spazi pubblici, verde e parcheggi, di rendere funzioni agli edifici produttivi non utilizzati, ed anche a risanare le reti fognarie, che ora accolgono anche scarichi degli insediamenti industriali, e a bonificare le coperture, visto che non manca la presenza di amianto.
Intanto si vorrebbe allargare la SR 551 Traversa del Mugello, utilizzando spazi adesso utilizzati come parcheggi e piazzali di esposizione –come quelli di Conad e di Biauto. La strada avrebbe uno spartitraffico centrale, e due nuove rotatorie, una all’altezza di via dei Cappuccini e l’altra nella zona Tannino – ospedale, all’incrocio con la strada che porta a Senni, ed è pure previsto l’ampliamento della rotonda davanti a Conad. Nella zona ci sono tre ponti, sui torrenti: se ne prevede la demolizione di tre ponti sui torrenti dell’area –uno sulla SR 551, uno nella zona della Ferramenta Guidotti e il terzo in via Guido Rossa-, e il loro rifacimento, con l’allargamento delle luci per evitare il rischio idraulico. Ancora, si realizzerà una strada nuova di zecca che prende avvio tra la Cooperativa di Legnaia e l’ex-Edilcasa ora salone auto Fiat, passa dietro il Penny Market, incontra l’immobile che ora ospita l’Agenzia delle Entrate e che per questo verrà abbattuto, e sarà pure realizzato un parcheggio, con la demolizione dei capannoni che ospitano l’autofficina Tani e Bruni marmista. Si rivoluzionerà così la viabilità interna, e per consentire il passaggio dei camion si occuperanno gli spazi del resede dei due edifici di proprietà Paladini. Previsti anche spazi verdi e piste ciclabili.
Per le attività che saranno “rimosse”, causa demolizione, il Comune prevede un diverso “atterraggio”: si prevede così che possano trasferirsi nell’area, ora non utilizzata, dell’ex-calzaturificio Samoa, peraltro non alla Soterna, ma alla Torre, e con una parte perfino che non è territorio di Borgo San Lorenzo ma di Scarperia e San Piero.
Le difficoltà
Se i disegni sulla carta possono avere un senso, nella pratica non è detto che il progetto sia realizzabile.
Intanto i costi: allargare strade importanti e costruirne di nuove, indennizzare o pagare espropri, buttar giù ponti e ricostruirli richiederà sicuramente decine di milioni che il Comune non ha. Si può però ipotizzare che l’intenzione del Comune sia quella di procedere, eventualmente, per stralci, con un progetto in mano per poter partecipare ad eventuali bandi nazionali di finanziamento.
Altra questione che rischia di far rimanere mera esercitazione teorica tutto il progetto è l’opposizione di parte dei proprietari delle aree della zona. Non sarà facile convincere i proprietari della concessionaria “Biauto”, che è stata inaugurata il 12 dicembre scorso alla presenza del sindaco, a cedere un pezzo della loro area di esposizione auto all’aperto -per il quale peraltro hanno pagato anche gli oneri per il cambio di destinazione- per consentire l’allargamento della strada. E lo stesso dicasi della Conad. Anche i proprietari i cui immobili si vuol demolire, non è scontato che trovino un accordo con il comune. Del resto alla Soterna non ci sono situazione particolari di abusivismo. Ogni opera è stata autorizzata dal comune, che ha riscosso i suo bravi oneri. Ed ora è difficile dire, buttiamo giù tutto.
C’è poi la questione del Regolamento Urbanistico Comunale. Se i progetti redatti dal gruppo di progettazione guidato dall’architetto Adele Caucci diventassero una variante urbanistica e venissero inseriti ora nella definitiva approvazione del RUC -si stanno esaminando le osservazioni, si creerebbe una situazione complessa, ponendo nuovi vincoli e prescrizioni.
Il sindaco precisa
Il sindaco, raccontano i presenti, si era presentato molto decisionista all’assemblea con i proprietari. Ma ultimamente ha assunto una posizione ben più cauta, rendendosi probabilmente conto delle difficoltà dell’iter. Così di recente Omoboni ha scritto a tutti gli interessati dell’area della Soterna e alla progettista, sottolineando due aspetti importanti.
Scrive così Omoboni: “In primo luogo, al fine di fugare impropri e ingiustificati timori, mi preme sottolineare che il Regolamento Urbanistico, di prossima approvazione, non interferisce in alcun modo con il processo di definizione attuativa delle previsioni contenute nel progetto di rigenerazione urbana che per natura giuridica, può attuarsi solo tramite piani di intervento in cui è manifesta la volontà dei privati. E chiarisce che la “rigenerazione urbana” della Soterna “in questa fase avrà solo carattere di atto ricognitivo”.
E il sindaco aggiunge: “In secondo luogo mi preme evidenziare che il progetto di riqualificazione dell’area non può sottendere lesione di legittimi interessi privati (derivanti da demolizione di edifici, cessione di aree a vantaggio della viabilità, ecc) se non condizionati da accordi fra le parti e premialità compensative”.
Sembra una frenata. O comunque la consapevolezza che la “Rivoluzione Soterna”, come tutte le rivoluzioni, richiederà impegno, tempo e molta determinazione.
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© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 17 febbraio 2016


