FIRENZUOLA – “A San Piero Palazzo di Firenzuola e in 15 case vicine non c’è acquedotto. Residenti e non, questi ultimi Imu al 9,6%, devono usare l’acqua di una sorgente non potabile che per mesi e mesi si secca d’estate, e gela d’inverno”: lo denuncia Maria Angela Rossi, che abita nella zona di San Piero Santerno, a nord di Firenzuola, una zona che negli ultimi decenni ha visto un forte spopolamento. Quando la gente vi abitava l’area era servita da piccoli acquedotti privati, insufficienti. E forse il basso costo delle abitazioni, quando si cominciò nuovamente ad acquistarle per abitarvi d’estate o tutto l’anno, era legato anche alla mancanza di un acquedotto.
Rossi è critica: “Il bilancio comunale 2022 vedeva oltre 4 milioni di avanzo, come quello del 2021, ma l’acquedotto, promesso dal comune, non viene mai fatto. Questo mentre si parla di bretelle, di turismo, Via degli Dei e recupero dei piccoli borghi, ma si fanno concretamente solo rotonde sperse nel nulla.”
Il sindaco Giampaolo Buti spiega nel dettaglio la situazione, che vede sul suo tavolo anche una petizione di cittadini, per chiedere l’acqua potabile nelle proprie abitazioni.
“C’è una lettera dell’Autorità per le Risorse Idriche di Emilia Romagna, che ipotizzava un costo di circa 600 mila euro per la realizzazione di un acquedotto, e dicevano anche che avrebbero potuto contribuire fino al 50% della spesa. Così mi sono attivato con Hera per chiedere la conferma di questo preventivo. Si tratterebbe di costruire un acquedotto ex-novo: 1650 metri di condotta nuova, un serbatoio, un sistema di pompaggio.”
Buti continua: “Poi nell’ottobre 2022 come amministrazione comunale avanziamo la richiesta ufficiale di realizzazione dell’acquedotto e chiediamo che si proceda col progetto. Vi sono poi da parte nostra anche altri incontri nei quali si continua a sollecitare, e l’ultima volta ci hanno assicurato che sarebbero venuti a fare dei sopralluoghi.”
Il sindaco non raccoglie le polemiche della signora, e specifica solo che la cifra citata dal bilancio non è riferita a somme che il Comune può spendere liberamente. “Però – aggiunge Buti – da parte della maggioranza l’idea di dare una mano c’era e c’è, perché non è giusto lasciare abitazioni senza acqua potabile”.
Un ostacolo però c’è: “L’investimento, con la crescita dei prezzi dei lavori, sarà più oneroso – intorno ad 800 mila euro – e quindi occorrerà accertarsi se il finanziamento di Atesir sia effettivamente a disposizione, altrimenti un lavoro del genere non è affrontabile. Il Comune di Firenzuola non si tira indietro, e una mano vuole darla. Ma ripeto, Atersir deve confermare il finanziamento, e ognuno dovrà fare la propria parte: anche i proprietari dovranno accollarsi parte della spesa”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 19 Aprile 2023





