
SCARPERIA E SAN PIERO – In occasione della “Giornata della memoria” il sindaco di Scarperia e San Piero Federico Ignesti ricorda le storie di Aldo Fedi, Carolina Milani e Dino Gatti. Tre suoi concittadini che durante la seconda guerra mondiale hanno conosciuto l’orrore dei campi di sterminio e di prigionia. Trovandovi, in due casi, la morte.
In occasione della Giornata della Memoria, vogliamo ricordare le vittime dell’Olocausto in occasione dell’anniversario della liberazione di Auschwitz, rinnovando il nostro impegno a mantenere viva la loro memoria.
Quest’anno ricorre un anniversario significativo per la nostra comunità: gli 80 anni dalla morte di Aldo Fedi – a cui è intitolata, insieme a Silvano Stefanacci, la nostra scuola di San Piero – caduto il 28 gennaio 1945, deportato a causa della delazione fascista nel campo di concentramento di Mauthausen. Durante il Viaggio della Memoria di quest’anno, apporremo una corona al memoriale di Mauthausen in suo onore.
Oggi vogliamo anche ricordare la straordinaria storia di Carolina Milani, nata a Scarperia, che rappresenta un esempio luminoso di umanità e coraggio. Carolina, dama di compagnia di Enrichetta De Angeli, una donna ebrea inferma, scelse di non abbandonarla durante il rastrellamento del 16 ottobre 1943 a Roma, pur avendo la possibilità di mettersi in salvo. Deportata insieme a Enrichetta, trovò la morte ad Auschwitz. Nel nome di Carolina, simbolo di altruismo e resistenza morale, quest’anno poseremo una pietra d’inciampo per onorare la sua memoria. Sarà un gesto simbolico ma potente, che ci ricorderà quotidianamente il valore della solidarietà e il dovere di opporci a ogni forma di discriminazione e odio.
Inoltre, presso il Conservatorio Luigi insieme al Prefetto di Firenze, Francesca Ferrandino, abbiamo consegnato la medaglia d’onore concessa dal Presidente della Repubblica ad Andrea, nostro concittadino, figlio del Sig. Dino Gatti, catturato dai tedeschi e tenuto prigioniero in Jugoslavia fino al luglio del 1945.
Il 27 gennaio non appartiene solo alla memoria ma alla coscienza dell’umanità. In un mondo che, ancora oggi, è segnato da conflitti devastanti, atti di odio e discriminazione, dalle guerre ai confini dell’Europa fino al riemergere di movimenti estremisti e xenofobi, la memoria diventa uno strumento fondamentale per preservare i valori di pace, giustizia e dignità umana. Non possiamo chiudere gli occhi di fronte alle nuove forme di persecuzione e oppressione, né restare in silenzio quando vengono calpestati i diritti umani.
La Shoah ci insegna a non essere mai indifferenti, a riconoscere i segnali di allarme e ad agire con decisione per difendere chi è più vulnerabile. Solo coltivando la memoria possiamo sperare di costruire un futuro più giusto, basato su solidarietà e rispetto reciproco.
Che queste commemorazioni ci ispirino ad essere una comunità unita e consapevole, capace di fare la propria parte per rendere il mondo un luogo migliore. Non dimentichiamo.
Federico Ignesti
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 27 Gennaio 2025






