MUGELLO – Perché cambiare un sistema che fino a pochi anni fa era giudicato ben funzionante? Perché togliere all’Unione Mugello le competenze sui lavori di bonifica? Dopo che nel Consiglio dell’ente non è stato approvato, a causa dell’uscita di alcuni consiglieri di maggioranza e della conseguente mancanza del numero legale, lo schema della nuova convenzione per i lavori di bonifica, il coordinamento del Pd di Borgo San Lorenzo interviene sulla questione, attaccando il sindaco di Palazzuolo sul Senio e assessore competente dell’Unione, Marco Bottino, che questa novità ha difeso:
Bonifica e Unione dei Comuni del Mugello ed Alto Mugello. Serve una riflessione seria che coinvolga la politica. Togliere un’attività significa indebolire l’ente.
La vicenda che – pur coinvolgendo consiglieri di diversa appartenenza politica ma comunque appartenenti all’area del centrosinistra – ha portato al ritiro della proposta dell’Assessore Marco Bottino relativa alla nuova convenzione sulla bonifica, è maturata a seguito di valutazioni politiche puntuali e riferite esclusivamente all’atto in questione.
Il provvedimento, già ritirato per la mancata presenza dell’Assessore Bottino in Commissione Ambiente, è stato oggetto di discussione esclusivamente informale nella Giunta, (una convenzione infatti non ha bisogno di deliberazione di tale organo). Dopo un ulteriore passaggio in Commissione, la proposta è stata portata direttamente in Consiglio senza che il proponente attivasse quella corretta prassi di confronto politico preventivo che è indispensabile per atti di questa portata che incidono su anni di esperienza maturati prima nella Comunità Montana e poi nell’Unione dei Comuni.
Ci saremmo quindi aspettati – anche a prescindere dalle sollecitazioni che pure sono state espresse – un confronto politico serio e approfondito, sia nel gruppo di maggioranza che nel partito. Confronto che, purtroppo, non si è realizzato.
La necessità di tale confronto è ben rappresentata dalle dichiarazioni rese oltre dieci anni fa dall’allora Giunta dell’Unione al momento della sottoscrizione della convenzione tra Unione dei Comuni del Mugello ed Alto Mugello e Consorzio di Bonifica Medio Valdarno, guidato proprio da Marco Bottino. Parole che, nonostante il tempo trascorso, restano pienamente attuali:
“Questo è un atto importante perché mantiene nel nostro territorio, all’Unione dei Comuni, il cervello degli interventi, continuando quindi a seguire e svolgere direttamente le funzioni di bonifica in accordo col Consorzio. Noi individuiamo gli interventi in base alle priorità, alle esigenze del territorio, che ben conosciamo, e li realizziamo coi finanziamenti del consorzio che derivano dal contributo di bonifica. In altre parole: un presidio massimo del territorio, un maggior controllo da parte di un ente che è nel territorio e ne conosce le specificità, quindi azioni precise che si traducono in interventi essenziali e riscontrabili per la sicurezza dei fiumi e dei cittadini, un atto che consente di non disperdere un patrimonio di conoscenze e un’esperienza consolidata che abbiamo accumulato dalla Comunità Montana”.
La Convenzione 2026 rappresenta un cambio di modello radicale rispetto all’impianto costruito negli anni dall’Unione dei Comun del Mugello ed Alto Mugelloi.
In particolare:
– l’Unione non è più soggetto operativo, perdendo la funzione tecnica e gestionale che garantiva prossimità e conoscenza del territorio;
– il Consorzio assorbe personale e attività, centralizzando competenze che erano state sviluppate e consolidate all’interno dell’Unione;
– il riconoscimento economico all’Unione si riduce drasticamente, con possibili ripercussioni sulla tenuta del bilancio dell’Ente e sulla sostenibilità delle funzioni svolte a favore dei Comuni;
– il ruolo dell’Unione viene declassato a presidio territoriale e front‑office, con una significativa perdita di capacità di indirizzo politico e di governo delle politiche di bonifica.
Anche nel 2021 l’allora sindaco di Palazzuolo Moschetti sul rinnovo della convenzione per l’attività di Bonifica si esprimeva in tal senso:
”Si rinnova la sinergia fra presidio del territorio assicurato dall’Unione e il Consorzio che ha finora rappresentato un modello efficace di affrontare la manutenzione del reticolo idraulico – per la sicurezza idraulica di Mugello e Val di Sieve”.
E si dichiarava soddisfatto anche l’allora Presidente del Consorzio Bottino:
“In questi ultimi anni, questa sinergia positiva con l’Unione ha permesso di investire sul territorio del Mugello Val di Sieve più di un milione di euro l’anno in sicurezza idrogeologica andando a risolvere molte criticità idrauliche e rendendo la Sieve e i suoi affluenti sempre più sicuri e belli”.
Quali sono dunque le ragioni per cui si strappa all’Unione una attività che fino a ieri era rivendicata come esperienza positiva?
Si tratta quindi di un’impostazione che indebolisce ulteriormente un territorio già politicamente fragile come Mugello e Alto Mugello, riducendo la capacità dell’Unione dei Comuni di fungere da collante istituzionale e da soggetto di coordinamento nelle interlocuzioni con area metropolitana e Regione, coniugando quindi autodeterminazione territoriale e governo di aree più estese.
Per queste ragioni riteniamo che, prima di una eventuale nuova presentazione del provvedimento, sia opportuna e necessaria una discussione politica franca e chiara tra i livelli territoriali del Partito Democratico.
Con la presente ne chiediamo formalmente la convocazione e la concreta realizzazione.
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