BORGO SAN LORENZO – Mercoledì 15 Luglio abbiamo pubblicato i risultati degli esami di maturità all’istituto Giotto Ulivi (qui) e al Chino Chini (qui). Abbiamo chiesto un primo commento sulla sessione, ed i suoi risultati, al preside del Giotto Ulivi, professor Marco Menicatti, che in questo articolo ci ha risposto insieme ai propri collaboratori, professori Paolo Cinelli, Alessandro Guidotti e Marco Truglia.
Come è andata, nella vostra scuola, la maturità 2026?
“I risultati del dell’esame – risponde Menicatti – sono buoni, con sedici cento su duecento studenti. Se si guarda la fotografia della linea d’arrivo si vede che gli studenti usciti dalla maturità sono stati formati bene”. “Purtroppo – aggiunge Cinelli – con la nuova formula dell’esame abbiamo avuto solo due lodi. Con questa nuova formula infatti l’eventuale lode è basata sui rendimenti a partire fin dalla classe terza, e si riduce il margine della di discrezionalità della Commissione. Rispetto al passato, quindi, se gli studenti non arrivano all’ammissione con un punteggio sufficiente, non possono aspirare alla lode”
“Questo discorso vale – aggiunge il professor Truglia – anche se guardiamo alla parte più bassa dei voti. Se confrontiamo il numero dei maturandi con quello degli studenti che sono partiti in prima, vediamo che c’è una forte dispersione, sulla quale tutta la comunità educante si deve interrogare. In molti casi vediamo che è quasi sparita la fascia di punteggio da sessanta a settanta centesimi, che evidenzia anche una tendenza, da parte in generale delle scuole sul territorio nazionale, a non recuperare certe situazioni che finiscono poi nella dispersione”.
“Ricordiamo – spiega Menicatti – quello che diceva don Milani, che la scuola italiana rischia di essere l’ospedale che cura i sani. Ecco, forse siamo un po ancora a quel punto lì. Noi cerchiamo quindi di dare attenzione a questo aspetto. Cioè a non pensare solo ai risultati di eccellenza della scuola, ma a seguire tutti gli studenti. Stiamo lavorando – conclude – per cercare di fare un ospedale che curi davvero i malati, e non si occupi solo di portare avanti sani. Dobbiamo creare una scuola che prepari più studenti possibile per quelle che sono le loro effettive capacità”
Cosa è cambiato invece, sempre in merito all’ammissione, per il voto in condotta?
“Se i ragazzi non hanno almeno nove in condotta – spiega Guidotti – non possono accedere alla fascia alta dei redditi”. Aggiunge Menicatti: “Occorre stare attenti però che questo aspetto non penalizzi chi è più appassionato, o curioso pur avendo un comportamento più vivace”.
Ci raccontate un aneddoto sulle prove?
“Le tracce della prima prova mi sono piaciute molto – risponde il professor Truglia – e ho visto studenti scrivere davvero con passione. Mi ha colpito in particolar modo una studentessa, non delle mie classi, che finendo la prova ha detto di aver scelto la traccia che parlava degli orizzonti, e mi ha spiegato: ‘Nella vita, dove tutti tracciano confini, io voglio disegnare orizzonti’. Questo è il ricordo che mi porto di questa maturità”.
Nicola Di Renzone
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 16 Luglio 2026



