Il Mugello alle urne
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Tra pochi giorni si vota in tutto il Mugello, ad esclusione del comune di Marradi, che ha rinnovato i suoi vertici l’anno scorso. Proviamo quindi a fare una panoramica, comune per comune, delle forze in campo.[/vc_column_text][vc_gallery type=”image_grid” interval=”3″ images=”4566,4565,4564,4563,4562,4561,4560,4559″ onclick=”link_image” custom_links_target=”_self” img_size=”198×198″][vc_column_text]
BORGO SAN LORENZO
Sono due gli elementi di maggior rilievo dell’appuntamento elettorale borghigiano. Intanto per la prima volta non ci potrà essere un sindaco espresso dal partito di maggioranza che finora aveva sempre guidato Borgo (che ha sempre avuto sindaci pc, ds, pd), perché nelle primarie del centrosinistra ha vinto il socialista Omoboni che ha prevalso sui candidati espressi dal partito democratico. In secondo luogo, sul fronte delle possibili alternative vi è stato un notevole frazionamento, con cinque candidati-sindaco, comprese due liste civiche.
E’ una partita con molte incognite: il Movimento Cinque Stelle, pur non avendo grande radicamento locale, potrebbe beneficiare di un forte effetto trascinamento dalle Europee (potrebbe, ma non è detto…), ci si domanda se il candidato del centrosinistra riuscirà a chiudere la partita al primo turno o sarà costretto al ballottaggio, e di converso nelle fila del Pd, che appare in difficoltà, dopo la debacle alle primarie, si respira aria di preoccupazione, tanto che sottovoce c’è perfino chi paventa che la coalizione al primo turno possa scendere sotto il 40%, non ottenendo così in consiglio il previsto premio di maggioranza. Poi c’è l’incognita delle liste civiche, diverse tra loro: “Dal cuore di Borgo” viene dall’iniziativa di Franco Frandi, figura nota della politica borghgiana, che viene dal Pd ed è stato assessore comunale allo sport e presidente della società Vivi lo sport, e che potrebbe portar via un buon numero di consensi al suo ex-partito e soci, anche per i tanti rapporti che ha e per la stima che gode (intere generazioni lo hanno avuto insegnante di educazione fisica); e “Cambiamo, insieme!”, guidata da Luca Margheri, farmacista, già presidente della Fortis e presidente dell’associazione Solidarietà Missionaria, e che di fatto è il volto più nuovo (gli altri in un modo o in un altro sono già stati in precedenti liste elettorali) tra tutti i candidati sindaci a Borgo.
Ben 126 sono i candidati a consigliere comunale, suddivisi in otto liste: non pochi i giovani, in quasi tutte le liste (la lista più giovane è quella di Frandi, la più “anziana” quella di Forza Italia). Qualche spigolatura, qua e là. Il candidato del centrosinistra Omoboni è appoggiato da tre liste,come deciso quando i tre partiti della coalizione stilarono le regole per le primarie: ciascun partito avrebbe corso con una propria lista: ecco quindi le liste di Pd e Sel, mentre il PSI ha promosso la lista Omoboni sindaco – Borgo Migliore. La più rinnovata è stata quella del Pd, stilata dal trimuvirato incaricato di guidare il partito –Giunia Adini, Antonio margheri e Alessandro Galeotti-: solo due i consiglieri riconfermati, Timpanelli e Oman, e candidati anche i perdenti alle primarie, Sonia Spacchini e Marco Miniati. In lista, destinato a ruoli di rilievo, Enrico Paoli, finora capogruppo Pd in Unione montana dei Comuni. Più ricco di nomi noti il parterre della lista Omoboni-Borgo Migliore: c’è il segretario psi Enzo Squilloni, l’assessore psi Paolo Francini, Matteo Lucii e Giovanni Incagli, Claudio Boni e Niccolò Grifoni. Nella lista di SEL infine, ritorna ancora Grazia Innocenti, già presidente del Consiglio comunale, ed è in elenco anche l’assessore uscente ai lavori pubblici Carlo Casati.
Forza Italia – Berlusconi per Ferruzzi, guidata dal candidato sindaco Luca Ferruzzi, ripropone, questa volta capolista, Fulvio Boni, mentre non si ricandida l’uscente Marchisio. E i Cinque stelle, candidando sindaco Matteo Gozzi, propongono una lista di 15 nominativi, e tra questi Maria Anna Burroni, Guido Cretti, Marco Montagni e Tommaso Romagnoli.
Frandi propone in lista tutti i suoi giovani: da Lorenzo Baronti a Benedetta Borselli, da Alessandro Marrani a Francesco Bartolucci, Guendalina Mascherini e Luca Pristerà. E Rifondazione che candida sindaco Claudia Masini, fa guidare la lista a Leonardo Gabellini, ripropone il capogruppo uscente Mauro Pinzauti, e candida anche Lorenzo Verdi, consigliere provinciale uscente.
Luca Margheri, infine, ha messo insieme una squadra molto assortita, da Angela Lombardelli, stretta collaboratrice di don Stinghi del Ceis ed esperta di giovani e disagio giovanile a Lorenzo Consigli, musicista direttore di Music Valley, da Stefano Pini, noto imprenditore titolare della Everlast, a Paola Dreoni, insegnante elementare.
PALAZZUOLO SUL SENIO
E’ il comune col risultato già scritto. Vincerà il sindaco uscente Cristian Menghetti, pd, e la sua lista dei centrosinistra “Palazzuolo Domani”. Perché tra i poco più di mille abitanti che compongono il piccolo comune dell’Alto Mugello non si è coaugulata alcuna opposizione, e l’area di centro-destra, che pure dieci anni fa, con Paola Cavini e Lucio Cavini aveva vinto le elezioni, è praticamente scomparsa. Una lista alternativa alla fine è stata presentata, ma a Palazzuolo dicono tutti che “di palazzuolesi in quella lista non ce n’è manco uno”. Anche per questo, e per il fatto che Menghetti è stato un sindaco presente e attivo –anche se non mancano gli scontenti, come l’ex-assessore pd Alberto Caroli che aveva minacciato di promuovere una propria lista anti-Menghetti-, si potrebbe fare a meno di andare alle urne…. Unica incertezza, chi entrerà in consiglio, ovvero chi tra i candidati consiglieri prenderà più preferenze, e l’argomento maggiormente discusso è il ritorno a sorpresa, nella lista del centrosinistra, dell’ex-sindaco dc di Palazzuolo Bruno Cavini, da molti anni tra i principali collaboratori di Renzi, che lo volle accanto a sé già quando era presidente della Provincia e poi da sindaco di Firenze. Su questa operazione Menghetti qualche critica l’ha ricevuta, ma lui la spiega così: “Il curriculum di Bruno lo conosciamo tutti. Non ha bisogno di essere presentato. Gli abbiamo chiesto di candidarsi e lui ha accettato”. SI dice che il ritrono di Cavini come consigliere è finalizzato alla sua futura nomina nell’assemblea della nuova area metropolitana di Firenze. Il sindaco di Palazzuolo conferma: “Nalle nostra scelta c’è uno sguardo al futuro. Con la revisione istituzionale degli enti sovracomunali, e sul cambio di sistema elettorale delle future città metropolitane, non ci saranno più rappresentanti eletti direttamente ma persone che fanno parte di consigli comunali o sindaci. Io mi sono già posto il problema di come essere rappresentativi a quel livello, e ho cercato di individuare una persona che possa essere un riferimento anche per il resto del Mugello. Credo che un bravo amministratore debba fare i conti con le dinamiche degli enti sovracomunali e giocare d’anticipo, per non essere tagliati fuori”.
FIRENZUOLA
E’ il comune, invece, con il risultato più in bilico…. Due soli i candidati in lizza, uno che fa riferimento all’area del centro destra, il sindaco uscente Claudio Scarpelli, l’altro al centrosinistra, la consigliera uscente di minoranza e fio a pchi mesi fa segretaria del Pd Debora Righini.
Qui la partita è apertissima, e importante anche sul piano politico generale: Firenzuola infatti è l’unico comune della provincia di Firenze a non avere un sindaco di sinistra. A vantaggio di Scarpelli gioca, così dicono molti a Firenzuola, il suo modo pragmatico di governare, che ha portato risultati positivi nel contenimento delle spese, nel completamento di diverse opere pubbliche, e nel confronto con i precedenti cinque anni di amministrazione, ai quali ha partecipato come assessore anche l’attuale candidato sindaco del centrosinistra Righini. A suo svantaggio sta il fatto che cinque anni fa c’erano tre liste, di cui due riferite all’area della sinistra, mentre questa volta a sinistra di liste c’è solo quella di Righini, ed anche il fatto che in paese c’è malessere e preoccupazione per una situazione economica e occupazionale certo non facile.
E’ probabile che il risultato sarà al fotofinish: molto conterà anche il radicamento e la rappresentatività delle due liste nelle tante frazioni firenzuoline.
BARBERINO DI MUGELLO
Per molti versi quella di Barberino è la situazione più atipica. Son passati i tempi del partito più grande, il PCI, al 60%, che esercitava un’egemonia salda e mai messa in discussione. Ora a Barberino è successo di tutto, compresa la “defenestrazione” antitempo del sindaco democrat Carlo Zanieri, che il partito non ha voluto riconfermare, promuovendo primarie che hanno registrato l’umiliazione del sindaco uscente, ma anche la sconfitta dell’ex-assessore regionale ed ex-sindaco Paolo Cocchi, con la vittoria netta di Giampiero Mongatti, assessore nella giunta Zanieri ma che contro Zanieri si è candidato e lo ha sonoramente battuto.
Non è finita qui, perché questo stato di forte crisi e conflittualità all’interno del Pd ha provocato un’inedita aggregazione sul fronte delle opposizioni. Rifondazione Comunista come le capita spesso e un po’ dappertutto, da bravi duri e puri, ha deciso di fare corsa in solitaria, candidando il consigliere comunale uscente Enrico Carpini. Mentre la lista civica “Per Barberino”, guidata da Emiliano Lascialfari è riuscita ad aggregare larga parte dell’opposizione, tanto che il centrodestra ha rinunciato a presentare una propria lista, confluendo con un paio di suoi esponenti, Corti e Cramarossa, nella lista civica. Lista quella di Lascialfari –la cui provenienza è di sinistra, area SEL-, che raccoglie anche altre figure note e trasversali, a cominciare dal farmacista Andrea Dreoni.
Quindi solo tre liste sono in lizza a Barberino, e il risultato non è affatto scontato.
VICCHIO
Qualcosa di simile a Barberino, si intendeva proporlo anche a Vicchio. Se qui Forza Italia ha voluto tenere alta la propria bandiera, candidando sindaco l’ultraottantenne Francesco Scarpi e con una lista composta anche da candidati non vicchiesi, a una lista civica davvero trasversale si è lavorato sul serio, coinvolgendo tra gli altri l’ex-vicesindaco Emanuele Alessi, Raffaele Lecca, Tiziano Benvenuti e altri renziani. Alla fine però i renziani, che hanno detto di volere due assessori e quattro consiglieri, hanno aderito alla lista del centrosinistra che ripropone il sindaco uscente, e tutto è sfumato. Una lista comunque trasversale e comunque atipica, “Uniti per Vicchio”, che vede la presenza di vari esponenti di Fratelli d’Italia, il candidato sindaco Carlo Bedeschi e il consigliere uscente Caterina Coralli insieme a rappresentanti di SEL, si è coagulata con l’intento di battere il candidato del Pd, il sindaco Roberto Izzo, all’inizio piuttosto incerto in merito al ripresentarsi o meno, ma che poi si è convinto a ritentare l’avventura, nonostante in paese e nello stesso schieramento politico che lo sostiene, non vi sia, una particolare armonia, con critiche e molti distinguo. “Registro –nota Emanuele Alessi- grande rammarico di tante persone di Vicchio che non sia andato a buon fine il progetto della lista civica, una lista che avrebbe avuto senz’altro buone possibilità”.
SCARPERIA E SAN PIERO
Nuovo comune, vecchi partiti, ma anche con qualcosa di nuovo. Uno degli elementi di novità è rappresentato dalla lista civica 2.0 che candida sindaco Luca Parrini, già presidente della Pro Loco scarperiese e che tenta un’operazione inedita, quella di proporre una formazione trasversale dove insieme a figure provenienti dal centro-destra (che a livello comunale non presenta liste proprie) si affiancano persone di sinistra. Così ci sono Paolino Messa di Fratelli d’Italia, e Rodolfo Cipollone, ex-pdl, ma nella squadra degli assessori Parrini propone Simone Peruzzi –area Rifondazione-, così come da sinistra viene Luana Carletti, e più in generale vi sono figure oltre le logiche di partito. Logiche che non hanno consentito aggregazioni ancora più ampie. La lista civica ha ragionato a lungo anche con il Movimento 5 stelle e con Rifondazione, ma poi alla fine i grillini hanno deciso di correre da soli con Michelangelo Marsili, e Rifondazione ha contribuito alla formazione di “Liberamente a sinistra”, che candida Tatiana Bertini.
La formazione da battere è comunque la lista, sostenuta da Pd e Sel, che candida l’ex-sindaco di Scarperia Federico Ignesti e che raccoglie i maggiori esponenti del partito sia di Scarperia che di San Piero a Sieve. Che parte da un bacino elettorale che supera il 60% e che in queste elezioni può avvantaggiarsi anche della frammentazione degli avversari.
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