VICCHIO – Guido Carotti, ex allievo di don Lorenzo Milani e volontario dell’omonima fondazione, denuncia di essere stato escluso dal calendario dei turni per accompagnare i visitatori a Barbiana per aver espresso, spiega, posizioni critiche in merito all’organizzazione della visita del presidente Mattarella a Barbiana e per non aver partecipato all’evento. “Ho contestato quell’evento – spiega – con un messaggio interno alla Fondazione, mentre ho approvato tutti gli altri eventi legati al centenario. Ho declinato l’invito proprio perché l’ho ritenuta non conforme a quanto è lo scopo della Fondazione don Milani, cioè promuovere valori e principi di don Lorenzo e della sua scuola. Cosa che non si può fare in un evento creato a uso e consumo dei media“. In seguito a questa sua contestazione, spiega: “Mi sono accorto di non essere più presente nell’aggiornamento settimanale sul calendario delle visite a Barbiana. Nei giorni scorsi c’è stata una riunione dei soci volontari, nella quale io e altri soci abbiamo chiesto perché siamo rimasti fuori. Al che il presidente Agostino Burberi (anche lui ex allievo di don Milani ndr) ci ha spiegato che non dovevamo fare sciopero in occasione della visita perché era una cosa decisa dalla Fondazione. Tutti quelli che si sono dissociati da quell’evento sono stati esclusi dal calendario. Ha detto che avevamo contravvenuto ad una decisione della Fondazione e che era lui a decidere chi avrebbe guidato le visitee che aveva bisogno di persone di cui si poteva fidare“. Carotti quindi parla di mancato rispetto della democrazia interna e lamenta anche che gli altri componenti del Consiglio di amministrazione, ad eccezione di Sandra Gesualdi, non avrebbero preso nessuna posizione.
Replica Burberi: “Non ho fatto niente di straordinario. Chi decide da sempre chi mandare come volontario a rappresentare la Fondazione alle visite di Barbiana è il presidente, in questo momento sto provando nuovi volontari e quindi ho privilegiato loro. Carotti è uno che fin dal suo inserimento ha posto questioni e ha un atteggiamento di protesta e di opposizione. Può averlo, certo. Però c’è una regola in tutte le realtà democratiche: che quando si decidono delle cose a maggioranza, come quella in questo caso di chiedere la visita del Presidente della Repubblica, non si può accettare che poi ci sia qualcuno che non partecipa. Se sei un volontario ed hai da fare partecipi all’evento; poi potrai dire la tua; anche se farlo sulla stampa pubblicamente è sempre male”. E nel merito della visita: “A Barbiana non c’è stata una passerella di politici, ma di istituzioni“. Burberi rivendica anche di aver aperto la vita della Fondazione e di aver risolto i conflitti che da anni gravavano nei rapporti con le altre realtà milaniane, ad esempio con il Comune di Vicchio o con l’Istituzione. La polemica su questi ultimi eventi, però, resta aperta.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 19 Giugno 2023





