Al Centro Piscine Mugello di Borgo San Lorenzo di recente è stato avviato un progetto davvero speciale. Si chiama “PES Mugello 2015” e riguarda la subacquea per la disabilità psichica per bambini e ragazzi delle scuole elementari, medie e superiori.

Il progetto PES (Percorsi psicoEducativi Subacquei) è realizzato da un’associazione fiorentina, “Aqua Project Firenze”, formata da istruttori subacquei e psicologi, che oramai da alcuni anni opera a Firenze, utilizzando la piscina del CTO dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Careggi, e l’associazione ha avuto il riconoscimento della valenza del metodo e della propria attività dalla Regione Toscana per mezzo dell’Azienda Sanitaria di Firenze con la quale è in atto una convenzione. Un’attività dedicata a bambini e ragazzi con varie disabilità psichiche, che vengono coinvolti in attività subacquee.
Ora questo progetto è arrivato in Mugello, grazie dalla collaborazione tra l’associazione Delphino Onlus di Scarperia ed il Centro Piscine Mugello e si avvale per la sua realizzazione di un’organizzazione particolarmente qualificata nel settore quale l’ Aqua Project Firenze-APF, gruppo di subacquei formato da istruttori URT, accompagnatori esperti nella subacquea adattata alla disabilità, e psicologhe tra le quali Lara Zannoni che collabora da anni con l’associazione Delphino.
“Il progetto che la nostra associazione sta realizzando–dice uno degli istruttori di Aqua Project, Giovanni Sereni- “Tutti sott’acqua”, è mirato a usare la subacquea come veicolo di integrazione sociale, sfruttando le dinamiche psicoeducative del lavoro di gruppo per arrivare ad una maggiore integrazione sociale e a un miglioramento delle condizioni di vita. I risultati ci sono, li tocchiamo con mano. Da alcuni anni lavoriamo con bambini e ragazzi con disabilità psichiche quali la sindrome di Down, la sindrome dell’X Fragile, l’autismo, la paralisi celebrale infantile. Ed è importante per noi la collaborazione con psicologhe esperte in psicomotricità e psicodinamicità in acqua che operano quotidianamente con queste disabilità”.
Si inizia così un percorso in piscina, diviso in più fasi di approccio, in cui i ragazzi soprattutto giocano, per agevolare la conoscenza tra loro e gli operatori, passando poi ad una parte più didattica per imparare i principi sull’uso delle attrezzature.
E di solito, con pazienza, i ragazzi socializzano, prendono confidenza con gli istruttori, e imparano l’uso delle attrezzatura con sufficiente sicurezza e padronanza… L’obbiettivo è poi quello di poter far provare, ai ragazzi, una vera e propria immersione in mare.
E col gruppo di Firenze questo è già accaduto. I ragazzi indossano muta, maschera, pinne, zavorra e il gruppo scuba, e vengono accompagnati in mare. “Il rapporto –spiega Sereni- è di due accompagnatori per un ragazzo e un supervisore in superficie, la ricerca della massima sicurezza nel momento dell’immersione e fondamentale. Il risultato è stato che tutti e nove i ragazzi del progetto hanno avuto la soddisfazione di scendere sott’acqua e ammirare la vita sottomarina, con immensa soddisfazione dei ragazzi stessi, dei genitori e degli operatori che hanno visto coronare il proprio sogno di sfatare alcuni tabù della subacquea: la subacquea è uno sport che se adattato al singolo individuo, può essere praticato in molti casi di disabilità”.
Camilla Bing, presidente dell’associazione, lo sottolinea: “Dopo il lavoro in piscina poter portare sott’acqua i nostri ragazzi è stata una delle più grandi soddisfazioni, ha ripagato la nostra dedizione al progetto
Lavoriamo con ragazzi che hanno disabilità psichica, un gradino in più rispetto a quella fisica. Il progetto “Tutti sotto acqua”ha avuto un feedback talmente tanto positivo da genitori e ragazzi in questi 5 anni che speriamo di continuare in questa direzione. Il nostro principale obiettivo è quello di dare capacità pratiche ai ragazzi da poter utilizzare nella vita quotidiana”.
Luca Fiaschi, istruttore trainer lo sottolinea: “Qualcuno non la chiama subacquea, ma essendoci serviti di essa per raggiungere dei fini importanti, io la chiamo subacquea, non sono importanti la profondità l’assetto, le configurazioni, ma sono importanti gli stimoli e gli input che la subacquea impone, essa è regola per tutti e queste regole sono state adattate per migliorare l’essere personale di questi ragazzi”.
E anche i genitori sono molto soddisfatti: “Una situazione che piace tantissimo a Jacopo -dice il padre, Paolo: «È la seconda volta che si immerge dopo lo scorso anno. L’emozione non manca: è un’esperienza positiva, piccole cose che aiutano nella vita. Basti dire che prima non voleva neppure fare la doccia…”.
Lo staff di Aqua Project Firenze è formato dagli Istruttori subacquei Luca Fiaschi, Alberto Simonti, Giovanni Sereni, dalle psicologhe Giulia Nuccioni e Lara Zannoni e dagli accompagnatori Camilla Bing, Marco Moresi e Vincenzo Fundarò.
Maggiori informazioni sull’iniziativa possono essere richieste direttamente alla Dott.ssa Lara Zannoni ([email protected]) o alla Aqua Project Firenze ([email protected]).
Guarda il video di Aqua Project Firenze
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© Il filo, Idee e notizie dal Mugello, gennaio 2015










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