MUGELLO – Diciamoci la verità: chiusi in casa è una gran rottura. Non dico un giorno o due, ma già una settimana…
C’è poco da fare. Siamo animali sociali, non siamo venuti al mondo per vivere isolati. E tuttavia, ‘ex malo bonum’, per forza. Ora, per raggiungere il bene, o almeno per abbattere la noia (dalla noia al nervosismo, dal nervosismo alla litigiosità, dalla litigiosità alle mani il passo è breve), vi consiglieranno di tutto.
Sedute yoga in camera da letto, meditazioni zen in terrazza, ginnastica, insomma cose che non hai mai fatto, che proverai a fare e che scoprirai inadeguate, troppo lontane da te, salvo che tu non appartenga alla categoria rara di chi si infervora per le novità. Perché non basta essere responsabili, avvertire il senso del dovere per rinunciare a qualcosa.
Forse nell’800, ma oggi, tutti diritti e nessun dovere, la vedo dura. Immagina di vivere in due stanze e se non sei un francescano o una monaca per vocazione, prima o poi il nervo s’ingrossa. E allora?
Accanto alla tutela della salute per te e per gli altri, motivazione quanto mai alta, non scherzarci sopra, applicala e basta, devi aggiungere un di più: l’ozio, ma alla maniera dei latini. Se hai figli, giocaci. Esci e compra un libro. Lavoretti domestici. E per finire spaghetti a mezzanotte.
Riccardo Nencini
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 11 Marzo 2020



