FIRENZUOLA – Firenzuola ha ricordato, con una serie di iniziative, il bombardamento che portò alla quasi totale distruzione degli edifici del Capoluogo, sul finire della Seconda Guerra Mondiale, ottanta anni fa (articolo qui). I primi appuntamenti sono stati la celebrazione nella Chiesa Giovanni Battista della Santa Messa, presieduta da Don Aldo Menchetti, a seguire la deposizione della corona di fiori al Monumento ai Caduti di tutte le guerre.
Nell’Omelia Don Aldo ha ricordato le parole di Don Elio Righini, non dimenticato Pievano di Cornacchiaia (articolo qui), che aveva vissuto da vicino le vicende della conflitto e le sofferenze della popolazione di allora: “Il paese di Firenzuola è un informe ammasso di macerie. Solamente un campanile è rimasto in piedi a protestare contro le barbarie della guerra”.
“Ascoltiamo le letture assegnate al giorno di oggi – ha detto Don Aldo – ‘Amate i vostri nemici’, facile ascoltarle così. Ma se mi trovo a ridire con qualcuno ed ho subito da questo un torto, ogni volta che lo incontro, mi si rimescola lo stomaco. E Gesù mi dice di amarlo. Tuttavia è infatti solo questo il modo di creare la pace. Si sente dire: ‘Sono in pace con tutti, però i neri non li sopporto, è bene che stiano a casa loro’. Peraltro lo Stato Italiano fabbrica armi e le vende agli altri paesi perché facciano la guerra. Alcuni uomini scappano per non essere uccisi, vengono anche da noi, ma noi non li accogliamo”.
“Se prendiamo la prima lettura – ha continuato Don Aldo – c’è scritto:’La conoscenza riempie di orgoglio, l’amore edifica’. Noi crediamo di conoscere, quindi rischiamo di essere orgogliosi. E amiamo poco. Ma quando si dice ‘ti amo’ ad una persona vuol dire voler costruire una cosa bella, importante, duratura. Solo chi è in pace è sereno e può amare. Amate, fate del bene, benedite, cioè dite bene, pregate per chi vi tratta e parla male di voi. A chi vi percuote, offrite l’altra guancia. Siate misericordiosi. Il ricordo per noi deve essere memoria e ci deve insegnare qualcosa. La guerra non è mai qualcosa di bello e positivo, anche solo se fosse per difesa. Come scriveva il Pievano Righini: ‘Nulla è perduto con la pace; tutto può essere perduto con la guerra’”.
Alla fine della funzione, il corteo, percorrendo via Villani ed oltrepassando Porta Bolognese, è giunto fino al Monumento dai Caduti di tutte le guerre per deporre una corona di fiori. Oltre a Don Aldo, il Governatore della Misericordia Debora Righini, diversi consiglieri comunali ed un folto gruppo di firenzuolini, hanno partecipato il Gruppo Alpini e l’associazione Carabinieri in Congedo. Presenti in primo piano anche il Capitano dell’Arma Francesco Ferrara, comandante della Compagnia di Borgo San Lorenzo (articolo qui) e quello della stazione firenzuolina Maresciallo Capo Gian Marco Cafasso (articolo qui), entrambi di recente nomina.


“80 anni – ha detto il sindaco Giampaolo Buti – sono quelli della vita di una persona abbastanza fortunata da raggiungere quell’età. Purtroppo ancora oggi nel mondo e neanche troppo distante da noi, ci sono dei conflitti tra Paesi. Ed in questi si ripetono gli stessi eventi tragici di 80 anni fa. Il nostro impegno deve essere rivolto ai giovani, per mantenere vividi in loro i valori della Costituzione democratica e del vivere civilmente in pace”.

“Mi ha colpito molto la vicenda del bombardamento di Firenzuola – ha detto il comandante della stazione locale dei Carabinieri, Gian Marco Cafasso – il paese è stato poi ricostruito, ma venne completamente raso al suolo. Uno degli episodi sicuramente tra i più drammatici. Allo stesso modo mi ha toccato vedere i cimiteri dove sono sepolti i Tedeschi ed anche gli Inglesi. Questi ultimi con tutta l’eterogeneità della loro compagine, con neozelandesi, indiani, marocchini. Tutti insieme qui, a riposo eterno in questo territorio, a rispettarsi reciprocamente”.
FabN
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 18 Settembre 2024



