BORGO SAN LORENZO – La candidatura a sindaco di Leonardo Romagnoli, come tante delle cose di questo mondo, ha pregi e limiti. Proviamo, ovviamente in modo soggettivo, ad elencarne qualcuno E a leggerne le dinamiche che la sottendono.
“Uomo preparato, uomo di esperienza”, “minestra riscaldata”. Oscillano tra questi due poli, i giudizi sulla scelta di riproporre Romagnoli candidato sindaco.
C’era chi si attendeva uno scatto di novità dall’inedita coalizione formatasi a sinistra del Pd, una candidatura fresca, giovane. Romagnoli entrò per la prima volta in consiglio comunale a 29 anni, e ora ne ha 68. Poi è stato 19 anni di fila assessore dal 1990 al 2008, occupandosi in particolare di attività produttive, personale, turismo, ambiente, trasporti. Presente nelle giunte con tre sindaci, Luciano Baggiani, Antonio Margheri, Giovanni Bettarini. E poi da quest’ultimo chiamato a dirigere il Gal-Start. Infine, nel 2019 è stato candidato sindaco per “Borgo in Comune”, facendo per cinque anni il consigliere di minoranza.
Sicuramente quindi non gli manca l’esperienza – e quando parla si sente che sa cosa dice (qualità ormai non troppo comune nella politica, non solo locale), anche se la pratica politico-amministrativa gli consegna inevitabilmente una corresponsabilità nelle scelte fatte durante il lunghissimo periodo in cui è stato assessore.
La scelta è sicuramente un compromesso politico all’interno della neonata coalizione di sinistra. Rifondazione Comunista sembra aver rinunciato a rivendicare ruoli preferendo puntare su Romagnoli, piuttosto che dare spazio a qualche dissidente Pd. Ai “Progressisti Democratici” si è dato il contentino di una nomina, al momento solo teorica, a vicesindaco, per Silvia Notaro. Che, si sussurra tra gli addetti ai lavori, i suoi hanno tentato invano, di farla indicare come candidata sindaco.
Ovviamente Rifondazione, in caso di vittoria, otterrà uno o due assessori, e anche i Cinque Stelle rivendicheranno un posto (anche se uno dei migliori esponenti borghigiani di quel partito avrebbe problemi a entrare in giunta, visto lo stretto vincolo di parentela col candidato sindaco).
In merito alla scelta del candidato sindaco un’altra riflessione può essere fatta. La spaccatura all’interno del Pd borghigiano la si è provocata al grido “Primarie, primarie”, e il gruppo che poi ha sbattuto la porta andandosi ad alleare con chi finora ha fatto opposizione alla giunta Pd borghigiana, aveva avanzato la candidatura di Gabriele Timpanelli.
C’era da attendersi che Timpanelli potesse essere riproposto e sostenuto nella scelta del candidato sindaco della nuova coalizione. Invece è stato messo da parte, e gli è stato concesso solo, nell’assemblea dell’altra sera, di fare da annunciatore della candidatura affidata a Romagnoli.
Di più. A rigor di logica e di coerenza, visto che quegli esponenti Dem hanno rotto col proprio partito perché volevano far scegliere il candidato con le primarie, sarebbe stato conseguente che tale candidato venisse trovato con una consultazione aperta, delle primarie di coalizione. Invece, nei tavoli programmatici – lo si è evidenziato durante l’assemblea – si è chiesto sì ai partecipanti quali caratteristiche il candidato avrebbe dovuto avere, ma poi il nome del candidato sindaco è stato discusso e deciso tra pochi, all’interno di una chiusa stanza, e poi comunicato a tutti.
Una delusione, e una smentita, per chi fino a ieri le primarie le aveva chieste e usate per accusare, anche con toni insolitamente aspri, gli ex-compagni di partito.
P.G.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – aprile 2024





1 commento
Col dovuto rispetto, articolo molto “brutto” e pesante.
Se anche potrebbe aver pregio la critica sul non aver fatto le primarie, ricordo che ormai le elezioni sono alle porte, e credo che per una efficiente campagna elettorale non ci sia tempo da perdere.
Oltretutto poi non si capisce come mai queste critiche non le abbiate fatte al PD: l’attuale maggioranza del partito borghigiano, sonoramente sconfitta alle primarie, non ha avuto coraggio di misurarsi con l’opinione della cittadinanza, quando invece 10 anni fa non hanno avuto problemi a partecipare. Oggi, addirittura, si alleano con Italia Viva, in controtendenza con tutte le indicazioni nazionali, e con un partito che in altri contesti non ha remore ad allearsi con la destra estrema di Fratelli d’Italia e della Lega. COERENZA!!!!