La terra torna a tremare, stavolta sul versante bolognese. L’ultima scossa, di magnitudo 4.1, è stata avvertita, attorno alle 8 di questa mattina tra il comune di Castiglione dei Pepoli e il comune di Camugnano.
Si tratta di uno sciame sismico in corso dalle prime ore della notte sull’Appennino tosco-emiliano. Diciassette le scosse di terremoto (di magnitudo uguale o superiore a 2) registrate finora dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), la prima delle quali alle 3:22.
Due scosse di magnitudo 3.2 si sono susseguite poco prima delle 5:30, con epicentro in prossimità dei comuni bolognesi di Camugnano e Castiglione dei Pepoli e di quello pratese di Vernio. Un’altra di magnitudo 3 è stata registrata alle 6:12.

In Mugello non tutti hanno avvertito la scossa più forte, quella delle 8. E non si registra alcun danno. C’è però da segnalare la decisione del Comune di Barberino di Mugello di chiudere per precauzione tutte le scuole: “Non ci sono pericoli previsti -spiega il sindaco Giampiero Mongatti-, ma ci dicono che lo sciame sismico può continuare. Già stamani il preside non aveva fatto entrare i ragazzi. Allora, per evitare rischi, visto che in caso di nuove scosse si sarebbero creati problemi all’attività scolastica e rischi per la sicurezza dei bambini, abbiamo deciso la chiusura. Del resto siamo l’unico comune della provincia di Firenze entro i 20 km dall’epicentro”.
Anche Mongatti il terremoto l0 ha sentito: “Abito al quarto piano, e l’abbiamo sentito forte. Anche perché, mi è stato spiegato, l’epicentro è piuttosto superficiale, tra gli 8 e i 10 km di profondità, e questo fa sì che le scosse siano più evidenti”.
Negli altri comuni l’allarme non è scattato, tutte le scuole sono aperte, e non si segnala alcun danno.
© Il filo, Idee e notizie dal Mugello, gennaio 2015





