
VICCHIO – È un fine anno movimentato per il Pd di Vicchio. Che oltre a gestire le imminenti primarie per la scelta del candidato sindaco, si è trovato sul tavolo due dimissioni pesanti, quelle dell’assessore allo sviluppo economico Simone Bolognesi, e della consigliera comunale Teresa Bonanni, che è moglie di Bolognesi.Sarebbe però limitativo pensare a un gesto “familiare”, o personale. Entrambi infatti, nella loro lettera di dimissioni, richiamano motivazioni politiche.
“Nel motivare la mia decisione come irrevocabile -scrive Bolognesi al sindaco- , ti ringrazio per la fiducia che mi hai concesso fin dall’inizio del percorso che abbiamo intrapreso insieme nel dicembre del 2008, che personalmente considero terminato sostanzialmente per istanze di carattere politico. Credo che l’impegno, le idee, il lavoro e la dedizione che si mettono a disposizione per una comunità debbano sempre essere accompagnate da sentimenti e valori da condividere quanto il rispetto e la stima reciproca. Nella convinzione che la qualità delle relazioni di una comunità ed il fattore umano siano determinanti, soprattutto nel delineare prospettive future di essa, non sono assolutamente interessato ad essere coinvolto anche indirettamente nel percorso politico instaurato per il rinnovo dell’amministrazione comunale”.
E anche Bonanni dice di non riconoscersi più nella visione nazionale e locale del PD: “non voglio essere coinvolta in quello che si prospetta essere il panorama delle future elezioni amministrative, poiché lontano sia dal mio modo di intendere la politiche sia da quello che considero spirito di servizio verso il territorio”.
E subito ne approfitta un candidato alle primarie, Filippo Carlà Campa che così commenta: “Nell’ ultima seduta del Consiglio Comunale di Vicchio, svoltasi venerdì 28/12, il Sindaco ha dovuto prendere atto di due dimissioni “pesanti”, dal Consiglio e dalla Giunta. Non voglio dilungarmi sulla scelta del consigliere Teresa Bonanni e dell’assessore Simone Bolognesi di lasciare a cinque mesi dalla fine della scadenza naturale della legislatura. Certo è che il disagio e l’affievolirsi di un progetto politico comune di governo deve essere tanto per uscire di scena così, sopratutto in persone che hanno dato fin qui un contributo importante alla nostra comunita’. Queste due voci vanno, a mio avviso, rispettate e al contempo non devono essere ne’strumentalizzate né minimizzate. Queste due voci direttamente e non, reclamano tuttavia l’esigenza di una discontinuità politica. Una discontinuità vera e puntuale sia nell’ azione di governo che nell’allargamento del Progetto amministrativo per le elezioni di maggio, dove sarà importante parlare a tutte quelle forze, anche fuori dal Pd, che insieme ridiano una speranza e una nuova rinascita al nostro paese. Rompere gli steccati dell’autosufficienza ,agendo con azioni e politiche condivise, rinnovate, trasparenti, che mettano al centro tutti gli 8184 cittadini di Vicchio. E’scoccata l’ora della discontinuità, del cambiamento e del resto con questi presupposti è nata la mia candidatura a sindaco. Su questi valori mi batterò per allargare la cosiddetta frontiera del centrosinistra locale in vista dell’appuntamento di maggio. Il 20/1 sarà una prima tappa”.
Stamani il Comune di Vicchio ha confermato le dimissioni di Bolognesi, specificando che il sindaco non nominerà un nuovo assessore in sua sostituzione, ma ridistibuirà le sue deleghe tra i membri dell’attuale giunta per gli ultimi tre mesi di mandato.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 31 dicembre 2018



