
MUGELLO – Prendo spunto dalla Fiera Calda di Vicchio, ultima di tante manifestazioni mugellane che hanno avuto luogo fra marzo ed agosto con al centro dell’attenzione, anche popolare, l’agricoltura del Mugello e le specialità agroalimentari del nostro territorio. Come mai sono così attuali, o stanno acquisendo maggiore notorietà, prodotti tipici come il tortello mugellano, il latte Mugello, il pane del Mugello e tante altre produzioni, dal marrone IGP, ai cereali e, non ultime, le produzioni vinicole ?
L’interesse verso il settore, efficacemente promosso da Coldiretti, è conseguenza della crescente attenzione del pubblico verso cibi sani e garantiti, della scoperta del gusto e dell’aumento della competenza e della consapevolezza nel consumo dei cittadini. I territori, con la loro storia, le tradizioni, la cucina e le produzioni agricole, l’integrità ambientale, sono di moda più della moda. Da un punto di vista economico questo è ben leggibile dalla crescita, in termini di fatturato, dell’insieme del comparto agricolo italiano che ha registrato incrementi annui del 4% in un momento di decrescita drammatica di quasi tutti gli altri settori produttivi.
Bene! Diremo noi, l’agricoltura e il turismo (leggi beni artistici, culturali e paesaggistici), insieme all’Information Technology, sono l’unica “fabbrica” italiana che funziona.
Bene! Diranno coloro che avrebbero responsabilità politiche di tipo strategico e che in troppi casi sembrano amministrare alla giornata. Peccato che turismo e agricoltura non siano in cima alla lista dei loro interessi.
Questo Mugello che scopre l’agricoltura come il veicolo di sviluppo economico dopo averlo considerato per anni un settore retrogrado, roba da “contadini” fuggiti dai poderi per affollare Scandicci e Sesto Fiorentino, non merita di vedere il proprio territorio ulteriormente devastato da costruzioni di fabbriche vuote, supermercati mai entrati in funzione, capannoni che languono senza affittuari.
Proteggiamo e difendiamo i terreni agricoli; lo stock di nuove abitazioni invendute è ancora elevato e il patrimonio edilizio da recuperare e rinnovare è notevolissimo sia nei centri maggiori che nelle campagne.
I nostri campi e i nostri boschi sono una fabbrica che funziona benissimo, tuteliamola considerandola un sistema economico moderno che produce qualità, gusto e sicurezza.
In Cina, paese che ben conosco per motivi professionali, i cittadini non si fidano di acquistare i prodotti della loro agricoltura a causa dell’inquinamento e dell’uso di sostanze pericolose. Un mio cliente cinese ospite a casa mia, ha comperato in modo compulsivo tutto ciò che di alimentare poteva trasportare in valigia. Non mi ha creduto quando gli ho detto che noi acquistiamo pomodori dalla Cina. Agli agricoltori, infine, suggerisco rispettosamente che è preferibile non definire le loro produzioni “fatte come una volta.”
L’agricoltura deve seguire lo sviluppo tecnologico, non ci sono più gli aratri, nei laboratori si garantisce la sicurezza e la qualità dei prodotti come prima non si faceva, il latte si acquista in tetrapak.
Renzo Bartoloni
Esperto in strategia d’impresa
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 4 settembre 2017


