MUGELLO – Anche i parroci sono alle prese con la “ripartenza”: da lunedì 18 si può tornare a celebrar Messa, ma con precise regole e cautele. E non dappertutto sarà agevole o possibile ricominciare.
“La ripartenza -dice don Francesco Alpi, viceparroco di Vicchio sarà a piccoli passi. La Messa domenicale era celebrata in nove chiese diverse, ma adesso non dappertutto lo potremo fare. Nella Pieve si prevede una sessantina di posti. A mio giudizio sarebbe opportuno con la trasmissione in streaming perché molti la seguivano, e certe categorie per il momento è opportuno che rimangano a casa”.
I posti basteranno? “Cercheremo di fare in modo che non si presentino 100 persone, ma non prevediamo un afflusso superiore alla capienza. La prima domenica sarà un test. Ci sarà personale volontario che ci aiuterà ad accogliere le persone e le guiderà all’interno della chiesa cercando di far vivere al meglio la celebrazione in questo periodo in cui la serenità scarseggia”.
Più complicata la situazione a Barberino di Mugello, priva della Pieve, ancora inagibile causa terremoto. Ieri è stato montato un tendone nell’area Rifle, ma deve ancora essere attrezzato. Ed è provvisorio perché poi sarà trasferito nella zona di Sottocastello. “La nostra sarà una ripartenza passo dopo passo -dice il pievano don Stefano Ulivi-. E cominceremo lunedì 18, alle 8.00. nella chiesa di Cavallina”. Mentre per la Messa domenicale si ipotizza di ripartire il 31 maggio.
Ma nella chiesa della frazione i posti son limitati: “Ho fatto un sopralluogo con i carabinieri, in chiesa ci sono 30 posti, nella Compagnia 25 (perché è più bassa), quando a Cavallina, in tempi normali, avevamo a Messa 150 persone. La prenotazione ci è stata proibita, per problemi di privacy. Si entrerà dalla porta della Compagnia, e si uscirà da quella della chiesa. Stiamo istruendo dei volontari per il controllo dei flussi, ma lunedì mattina è probabile che basterà una delle suore, una suora che aiuterà perché non prevediamo troppa gente. Qui continueremo a trasmettere la Messa in diretta. Per quanto mi riguarda vorrei mantenere anche questa modalità per qualche altra domenica, perché nel tendone potremo forse ospitare la massimo 80 persone, mentre potrebbero seguirla sullo schermo anziani e bambini: del resto una Messa a numero chiuso non è una Messa del popolo.” Infine niente Messe a Santa Lucia e Cornocchio, mentre Galliano sta organizzandosi per ripartire: “Al Cornocchio come a Santa Lucia in estate si celebrava. Ma sono spazi troppo piccoli”.
Ci sono problemi di spazio anche a Borgo San Lorenzo, in particolare al Santissimo Crocifisso, che potrà accogliere per ciascuna Messa meno di 50 persone, a causa delle limitate distanze dei corridoi. Mentre aiutano i larghi spazi della Pieve di San Lorenzo che con i suoi 560 mq e una cubatura notevolissima potrà ospitare 120 persone.
Nei giorni scorsi, il pievano, don Luciano Marchetti, ha inviato in diocesi planimetrie e disegni sulla dislocazione delle panche e delle persone: “Abbiamo distanziato di un metro ciascuna panca, e le persone, nella navata centrale si metteranno a sedere ai due lati della panca, mentre nelle navate laterali, essendo più vicine al muro, è previsto un diverso uso delle panche, con due persone sedute su una fila, una persona su un’altra fila, alternativamente. Scout, Unitalsi, Misericordia, gruppo delle famiglie e gruppo dei giovani ci daranno una mano nei servizi di accoglienza, per controllare le distanze all’ingresso e all’uscita, evitando assembramenti e facendo sedere le persone in modo opportuno, facendo occupare via via i posti più vicini all’altare, a esaurimento. I fedeli dovranno indossare la mascherina, la Comunione verrà distribuita alle persone, che rimarranno al loro posto e passeremo noi”.
Don Luciano continua: “Spero che non ci siano problemi ad accogliere tutti. Certo, è una ripartenza faticosa, ma è una ripartenza: a Messa insieme, finalmente. Tutti però dobbiamo agire per evitare il rischio di un aumento dei contagi, dobbiamo essere prudenti”.
Peraltro, proprio ieri, tutti i sacerdoti mugellani sono stati sottoposti ad esame seriologico: “Ce lo ha chiesto la Regione, ed è giusto -dice don Luciano-:, ripeto, dobbiamo essere prudenti”.
Quanto alle capienze, a Borgo San Lorenzo stanno ipotizzando di collocare qualche panca all’esterno del Crocifisso, sotto il porticato, con un impianto di amplificazione. Ma sarà interrotta la Messa in streaming: “Ce lo ha chiesto il Vescovo, di sospendere questa modalità”.
Nel capoluogo mugellano dunque le Messe riprenderanno regolarmente da lunedì, e le Messe domenicali si effettueranno anche a Olmi (capienza massima 40 persone), Sagginale, massimo 23 posti e altrettante a Piazzano, una trentina a Polcanto. Sempre meglio che a Montesenario, dove ci si sta attrezzando per celebrare all’aperto, perché la chiesa è troppo piccola.
Confermate tutte le Messe negli orari consueti, tre Messa vespertine il sabato sera, poi la domenica alle 8.00 in Pieve, alle 9.30 a Sagginale, alle 10.00 sia ad Olmi che in Pieve, alle 10.30 al SS. Crocifisso, alle 11 a Polcanto e alle 11.30 in Pieve. Mentre alle 18 la Messa è al Crocifisso. “Intanto partiamo -dice il pievano-: poi, eventualmente, potremo aggiustare il tiro”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 16 Maggio 2020




