FIRENZUOLA – La Regione Toscana – in collaborazione con l’Università – sta partecipando a un progetto tutto toscano legato al programma Fao sul patrimonio agricolo mondiale, il Giahs per creare un centro di ricerca sul paesaggio, formando manager che sappiano conservare e gestire, anche in un’ottica si
sviluppo economico, i siti iscritti.
Che cos’è il programma FAO? Entrare a far parte del patrimonio mondiale Fao è un po’ l’equivalente dei siti Unesco per la cultura. Ad oggi sono 57 quelli di tutto il mondo iscritti, distribuiti in 21 paesi, 2 in Italia (le colline vitate del Soave e gli ulivi secolari pedemontani tra Assisi e Spoleto).
I siti potenziali in Toscana sono nove:
- I vigneti terrazzati, invasi negli anni dai boschi ed oggi riscoperti e preservati, di Lamole nel comune di Greve in Chianti
- I castagneti secolari di Moscheta
- La policoltura di Trequanda
(tutti e tre già iscritti nel registro nazionale dei paesaggi storici rurali) - Le Biancane della Val d’Orcia
- I castagneti monumentali dello Scesta
- La collina di Fiesole
- Montalbano attorno a Larciano
- Le abetine della selvicoltura monastica di Vallombrosa
- La montagnola senese di Spannocchia.
Come essere certificati Giahs? Cinque i criteri che un sistema agricolo deve rispettare per essere certificato Giahs:
- garantire la sicurezza alimentare
- fornire cibo di qualità
- tutelare l’agrobiodiversirà
- salvaguardare le conoscenze tradizionali
- promuovere valori culturali e sociali
- conservare il paesaggio tradizionale
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 24 Febbraio 2020




