MARRADI – Il PD di Marradi prova a rialzarsi. E si toglie qualche sassolino dalla scarpa, con una lettera di inizio anno. Perché il partito è reduce da cocenti delusioni elettorali e politiche e così, ora, con la segreteria del partito affidata a Tommaso Previdi, rompe il silenzio, e manifesta una forte insoddisfazione. Che al momento però non si concretizza in una esplicita sfiducia e richiesta di crisi politica ai vertici dell’amministrazione comunale marradese. Ma ci va vicino.
Si apre così a Marradi una nuova stagione politica. Tanto più che -altro elemento da non sottovalutare- il Comune è sceso sotto la soglia dei 3000 abitanti, e questo consentirebbe un terzo mandato all’attuale sindaco Tommaso Triberti.
Ma vediamo le argomentazioni del PD. “Troppo spesso -esordisce- abbiamo sentito dire che l’importante è lavorare bene dato che in fondo il colore politico non conta. Non ne siamo convinti. Un partito come il nostro, radicato in una grande tradizione politica, ramificato su più livelli in tutte le articolazioni territoriali, non può ridursi al ruolo di un comitato elettorale permanente a supporto dell’amministrazione locale di turno, bensì deve mantenere la propria vocazione ed autonomia. Sono importanti secondo noi, oltre all’elogio e alla critica costruttiva sull’operato, anche i temi di fondo che hanno un riflesso rilevante nelle nostre vite: il modello socioeconomico di riferimento, la sostenibilità ambientale dello sviluppo, la battaglia per i diritti civili, la parità di genere, l’immigrazione con il suo carico di problemi e opportunità, la cultura, il futuro del lavoro, le grandi riforme strutturali. È qui che il confronto tra posizioni di destra, di centro o di sinistra conta e acquista peso.”
Poi il PD rivendica il proprio ruolo: “Ricordiamo che anche a Marradi in entrambe le elezioni comunali del 2013 e del 2018 il candidato Sindaco si è appoggiato a delle liste civiche certo, ma che tuttavia avevano alcuni partiti, il PD in testa, come forti sostenitori: condizione ovvia dato che il Primo Cittadino è stato dirigente in varie fasi del PD stesso fino a un mese prima delle regionali. La sua legittima scelta di passare ad Italia Viva a poche settimane dalla tornata elettorale riconferma quindi la centralità del ruolo dei partiti e l’importanza di schierarsi in una parte politica anziché in un’altra.”
E qui si evidenzia il primo elemento di forte disagio: “Alla nuova formazione centrista di Matteo Renzi aveva già aderito la nostra Vicesindaco; il risultato è oggi una giunta con un evidente squilibrio politico, sicuramente troppo marcato per rappresentare una lista civica, creando una situazione inedita in cui per noi è più difficile riconoscersi.
O i partiti della coalizione contano, e allora devono essere tutti rappresentati adeguatamente, o non contano, e allora non può esserci una sovraesposizione di uno solo”.
Poi si esplicita il secondo elemento di malcontento: “Nell’ultimo trimestre si sono verificati alcuni eventi tutt’altro che secondari, oltre al passaggio già citato: la sostituzione dell’assessore ai lavori pubblici (che ringraziamo per il lavoro svolto) e la nomina di due nuovi assessori cui rivolgiamo i nostri sinceri auguri di buon lavoro.
Tutto ciò è avvenuto senza alcun preventivo confronto politico con il PD, forte sostenitore delle due tornate elettorali per le comunali marradesi sin dal 2013. Non contestiamo le scelte, che ovviamente competono al Sindaco, né tanto meno le persone nominate per i nuovi incarichi che provengono dalla lista della coalizione che abbiamo sostenuto.
Diciamo solo che un confronto almeno con il partito di maggioranza che ha sostenuto la coalizione per ben due volte sarebbe stato opportuno. Il PD ha infatti contribuito alla stesura dei programmi, a sostenere le campagne elettorali e a fornire in questi anni supporto, consenso e copertura politica a questa amministrazione. Se nonostante questo il PD non viene più chiamato a dare né un parere né un contributo a certe scelte politiche cruciali, allora, d’intesa con i nostri iscritti, con il livello metropolitano del PD, con i nostri elettori, non ci resta che prenderne atto, responsabilmente e mantenendo le porte aperte a eventuali nuove collaborazioni se dovesse servire”.
Il PD di Marradi stempera: “Il giudizio sull’operato del Sindaco e della giunta resta ovviamente positivo e le nostre osservazioni riguardano esclusivamente il piano della rappresentatività e condivisione politica della nuova giunta”, e arriva a dire che desidera “anche fortemente andare oltre queste diatribe di corto respiro e guardare avanti”.
Il sindaco Triberti, per il momento, preferisce non rispondere: proprio nel momento in cui usciva questa dura presa di posizione, era a fianco del presidente della Regione Toscana a presentare i programmi delle iniziative dantesche, iniziative che coinvolgono anche Marradi.



