SCARPERIA E SAN PIERO – Fino a poco tempo fa, per un paio d’anni, l’appartamento di proprietà comunale in piazza Colonna, sopra il circolo 4 Maggio, a San Piero a Sieve, ospitava migranti. Poi però l’amministrazione comunale, nel gennaio scorso, ha deciso di non rinnovare il contratto al gestore, con l’intenzione di utilizzare in modo diverso quegli spazi. Un’idea originale – nel senso che è la prima esperienza del genere promossa in Mugello – e sicuramente utile: “Prevediamo – dice il vicesindaco e assessore ai Servizi Sociali Francesco Bacci – di realizzare un appartamento sociale che servirà come soluzione ponte per le famiglie con minori che vengono sfrattate dal loro alloggio”.

Bacci spiega questa scelta: “Analizzando i bisogni emergenti nel nostro comune mi sono accorto che su questo fronte eravamo più scoperti. Non siamo al livello della città, ma un certo numero di casi di sfratti esecutivi capita, e allora abbiamo voluto offrire ai cittadini un servizio sociale in più”.
Sicuramente è cosa buona: se una famiglia con minori è sfrattata e senza un tetto, il primo rischio è quello dello smembramento del nucleo familiare. Il comune ha l’obbligo di farsi carico dei minori, trovando una sistemazione in una casa famiglia o strutture similari. Dove però il padre non trova posto. E spesso sono strutture lontane, perché qui in zona non vi sono servizi ad hoc, con l’ulteriore conseguenza di allontanare il bambino dalla scuola che frequentava.
L’iniziativa dell’alloggio per accogliere gli sfrattati, oltre a evitare tutto questo potrebbe portare vantaggi economici allo stesso comune: un minore in istituto costa infatti dagli 80 ai 120 euro al giorno, e alla fine sono spese consistenti a carico del bilancio comunale.
L’iniziativa pensata da Bacci prevede invece una spesa di 18 mila euro, tutti finanziati da fondi propri del bilancio comunale. Il comune pensa di affidare il servizio a una cooperativa, ed è prevista una pur minima compartecipazione da parte delle famiglie ospitate, finalizzata almeno a integrare il pagamento delle utenze.
“Il principio cardine di questa iniziativa – sottolinea l’assessore – è la temporaneità: soddisfiamo un bisogno per un periodo breve, si pensa a tre mesi, prorogabili per altri tre, in attesa che la famiglia trovi una sistemazione”. E per favorire gli avvicendamenti è prevista la coabitazione: l’appartamento infatti potrà ospitare fino a un massimo di 8 persone, ovvero due nuclei familiari. Ci saranno spazi comuni, come la cucina, e si pensa che questa coabitazione favorirà la temporaneità della permanenza.
“Inoltre – aggiunge Bacci – non deve essere un parcheggio. Chi vi arriva troverà non solo un tetto ma anche un progetto, gestito dalla cooperativa e dai servizi sociali, mirato alla ricerca di un nuovo alloggio e, se del caso, un inserimento al lavoro”.
Ora si lavora alla sistemazione degli spazi, in piazza Colonna, e si vorrebbe avviare il servizio nel prossimo mese di maggio. Servizio che sarà destinato solo ai cittadini di Scarperia e San Piero. “E’ un progetto sperimentale – nota Bacci -, ma sicuramente esportabile a livello di zona”. E non sarebbe certo una cattiva idea prevedere anche in altri punti del territorio mugellano analoghe iniziative di accoglienza.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 16 febbraio 2017



