
SCARPERIA E SAN PIERO – Sono iniziati il 10 giugno scorso, all’oratorio della Parrocchia di San Piero a Sieve, i Grest, ovvero due settimane all’aria aperta (tempo permettendo) per i bambini delle scuole elementari. Centoquindici gli iscritti, felici di transitare dalla frequenza scolastica a una dimensione di gioco, senza soluzione di continuità.

I risultati, come del resto gli anni passati, sono entusiasmanti, complici gli spazi ben curati, i giovanissimi e coinvolgenti tutor, un “gruppo-cucina” in piena efficienza, altre figure volontarie a dare un aiuto consistente e l’attento coordinamento di Don Daniele.

Ogni giorno, dopo l’accoglienza, una scenetta rappresentata dagli animatori introduce il tema. I piccoli, seduti in cerchio sul sagrato della Chiesa a godersi la performance, offrono un quadro meraviglioso ai genitori e ai passanti, costretti a una sosta di fronte a questo buongiorno comunitario. Giovedì 13, un Grillo Parlante e un Lucignolo particolarmente in forma e alla ricerca di Pinocchio, smarrito nel Paese dei balocchi, si interrogano su come poterlo liberare, tutti insieme. E da qui, dopo l’ingresso in oratorio, parte la missione improbabile del recupero del simpatico barattino.

Le quattro squadre dovranno affrontare una sorta di caccia al tesoro fra varie postazioni presidiate dai tutor, adeguatamente travestiti. In ognuna di esse, infatti, ci si trova faccia a faccia con le varie tentazioni di Pinocchio, che come ben sappiamo sono tante! L’egoismo, la gelosia, la maldicenza, ma anche la gola, per rappresentare la quale due animatrici – senza nascondere una prominente pancetta – non hanno smesso un minuto di mangiare, passando dal dolce al salato in completa nonchalance…

Alla fine, com’era prevedibile, Pinocchio sarà libero, e si tireranno le conclusioni insieme al don, prima dello spuntino.
Poi si passa ai giochi in libertà, sempre intervallati da soste e riflessioni.
Educativo anche il momento del pasto principale, dove ogni giovane adulto ha un compito preciso, ed i piccoli si fanno mettere nel piatto soltanto quello che pensano di consumare, senza che avanzi nulla.
E così via fino alle 16,30, quando stanchi morti, ma felici, fanno ritorno a casa.
Nel corso dei giochi, qualche sbucciatura o un momento di sconforto sono affrontati con premura dallo staff e dallo stesso Don Daniele: in fondo, qualche coccola non guasta mai.

Una macchina imponente quella che permette che tutto questo possa svolgersi nel nostro paese, ma ogni cosa va sempre al posto giusto, come un’orchestra che esegue un’armonia perfetta, grazie a un grande direttore.
Un esempio di dedizione volontaria, per offrire alle nuove generazioni contesti virtuosi e funzionali ad una loro crescita equilibrata.
Elisabetta Boni
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 16 Giugno 2024
