A distanza di cento anni dall’entrata dell’Italia nella Grande Guerra gli storici e i mezzi di comunicazione ci hanno riempito la testa, gli occhi e le orecchie di documenti, di immagini e di suoni. L’Isonzo, Gorizia, Trento e Trieste, la linea del Piave e il Monte Grappa. Lassú, lontano centinaia e centinaia di chilometri, il fronte mieteva migliaia di vittime, fra i soldati e la popolazione civile. Se ci si sofferma sulle trincee, sulle mitragliatrici e sulle cannonate la guerra per gran parte dell’Italia appare davvero lontana.
Ma la guerra non è il «fronte», la guerra colpisce tutti, soprattutto le classi piú deboli, che rappresentano la stragrande maggioranza della popolazione: esiste una «guerra lontano dal fronte», come mette in evidenza il titolo del libro di Michele Geroni [La Prima Guerra Mondiale lontano dal fronte. Firenzuola dal 1915 al 1918 nella cronaca della stampa mugellana, Angelini Editore, Imola, 2015].
Michele Geroni parte dalla semplice scoperta che, per quanto riguarda Firenzuola, la storiografia locale ignora quasi del tutto il periodo della Grande Guerra per cui «gli anni che vanno dal 1915 al 1918 finiscono per rappresentare solo un “intermezzo”.»
Geroni scopre anche la possibilità di consultare due importanti periodici del Mugello, «il Messaggero del Mugello» e «il Corriere mugellano», che dedicano tantissimi articoli a quanto accade nei diversi comuni della Zona: Firenzuola compresa e compreso il periodo della Grande Guerra. Cosí Geroni ha pensato di riempire quell’«intermezzo» scrivendo lui un libro.
Michele Geroni non è uno storico, è un insegnate di economia al Liceo Giotto Ulivi di Borgo San Lorenzo e queste due cose, non essere storico di professione ed essere insegnante, hanno fatto sí che il suo libro sia davvero un bel prodotto culturale. In esso è bandita la pedanteria senza rinunciare al rigore scientifico e, soprattutto, mirando sempre a quella chiarezza narrativa che nasce da una lunga esperienza di insegnamento. Per ottenere questo risultato ha inserito la documentazione storica (gli articoli dei due giornali mugellani) in una narrazione che dà un quadro molto ricco della vita quotidiana a Firenzuola durante la Grande Guerra. I documenti sono sempre rigorosamente riconoscibili e sono tenuti insieme, come gli elementi di un patchwork , dal sapiente e scorrevole narrare dell’autore.
Dal libro emerge una società fortemente divisa: da una parte un’aristocrazia agraria e un notabilato pieno di filantropia ma fortemente arrogante. I nomi dei nobili e dei notabili compaiono in lunghi elenchi mentre i contadini e il popolo sono masse anonime di poveracci bisognosi di aiuto.
La grave situazione di crisi che colpisce Firenzuola – come il resto d’Italia – alla vigilia della Grande Guerra sembra la situazione ideale per poter mostrare la generosità dei potenti, come il Conte Piccone che, in occasione dei funerali del patrigno, fa distribuire ai poveri piú di 600 pani. Si organizzano collette e fiere di beneficenza che ben poco incidono sulle pesanti condizioni di vita della popolazione.
Una parte interessante del racconto di Geroni è quella sul comportamento dei parroci rispetto alla guerra. Sono in prima fila nelle opere di beneficenza, ma molti sono sempre piú in prima fila nelle manifestazioni patriottiche, arrivando a «confondere la fede cristiana con la fede nazionale».
Finita la guerra iniziano le celebrazioni per la vittoria e le commemorazioni dei caduti. In questa attività il clero svolge un ruolo di primo piano: nelle parrocchie si celebrano messe solenni e si canta il Te Deum. Si celebrano funerali simbolici per i caduti. In prima fila le solite autorità e i soliti notabili, mentre le vedove e le madri in gramaglie «assistevano in alcune panche separate».
Lapidi e monumenti ai caduti vengono eretti in tutte le frazioni. Ma per quanto riguarda il capoluogo dovranno passare nove anni dalla fine della guerra: fino al 1 novembre 1927, quando, nello stesso giorno, saranno inaugurati monumento e casa del fascio. L’unica cronaca dell’evento è quella del Messaggero perché il Corriere mugellano è stato chiuso.
Michele Geroni nel raccontare gli anni terribili della guerra sembra assumere un atteggiamento di pacato distacco, in realtà – a nostro parere – si tratta non di distacco ma di meraviglia: dalle cronache di quei giornali mugellani, cosí piene di nomi importanti, emerge una realtà tragica che ci coglie di sorpresa anche a distanza di cento anni, una sofferenza che non ha bisogno di sottolineature e di commenti. Come d’altro canto emerge la crisi di una classe dirigente destinata a scomparire o a integrarsi rapidamente nel fascismo nascente.
Il libro di Michele Geroni è un contributo importante per riportare nella comunità di Firenzuola un frammento di una memoria ormai quasi completamente scomparsa. Ma non un libro soltanto drammatico: nonostante la guerra la vita quotidiana è fatta anche di momenti divertenti e di aneddoti curiosi. Per questo è un libro che dovrebbe essere letto da tutti, a partire dalle scuole.
Luciano Ardiccioni
La presentazione del libro avverrà sabato 25 Luglio alle ore 10.30 nel Museo della Pietra Serena di Firenzuola, in occasione dell’inaugurazione della Mostra «Memoria per la Pace. I firenzuolini morti nella Grande Guerra». Oltre all’autore saranno presenti i giornalisti Paolo Guidotti e Massimo Rossi, l’editore Gabriele Angeli e il presidente della BCCM Paolo Raffini.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 23 Luglio 2015




