
MARRADI –
Castagno D’Andrea, San Godenzo, 13 aprile 1944, 7 vittime.
Marradi, 22 – 23 giugno 1944, 7 vittime.
Vaglia, 10 –11 aprile 1944, 7 vittime
Casetta di Tiara, Firenzuola, 2 luglio 1944, 3 vittime.
Dicomano, fraz. di S. Detole, 7 – 8 luglio, 8 vittime
Padulivo, Vicchio, 10 – 11 luglio 1944, 14 vittime
Crespino del Lamone, Marradi, 17 luglio 1944, 44 vittime
Palazzuolo sul Senio, 17- 18 luglio 1944, 4 vittime
E’ il tragico elenco delle stragi nazifasciste nella nostra zona. Ed ora si apre una possibilità, per i loro familiari, di chiedere i danni alla Germania. “Lo scorso aprile – spiega l’avvocato Diego Cremona – un decreto legge aveva istituito un Fondo presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze per il ristoro dei danni subiti dalle vittime di crimini di guerra e contro l’umanità compiuti dal Terzo Reich durante la seconda guerra mondiale. Cosa meritoria ovviamente. Vero è che certi danni non sono riparabili. Vero è che la misura appare quanto meno tardiva. Ma non può in ogni caso tacersi che la riapertura dei termini, che si erano un po’ troppo repentinamente aperti e chiusi lo scorso 27 ottobre, per proporre domanda di indennizzo resta una buona notizia. E una cosa giusta. Merito di questa nuova ‘finestra’ che si apre è del senatore Dario Parrini la cui iniziativa ha trovato peraltro un non comune consenso unanime del Parlamento. Anche questo un fatto raro”.
Così a Marradi, nella sede del Circolo Ricreativo Cultura di Crespino del Lamone, nel luogo dove avvenne la più grave strage nazista in Mugello, si è tenuto un incontro proprio sul tema del risarcimento dovuto alle vittime delle stragi naziste del 1944-45 da parte dello Stato Federale Tedesco.
Erano presenti la presidente del Comitato Onorcaduti Irene Alpi, il sindaco di Marradi Tommaso Triberti, l’avvocato fiorentino Diego Cremona e una folta rappresentanza di parenti delle vittime.
L’occasione dell’incontro si è prodotta in seguito all’approvazione di un emendamento al decreto mille proroghe che ha prorogato il termine di presentazione della domanda di risarcimento che è
stato prorogato inderogabilmente al 27 giugno 2023 con uno stanziamento previsto in “ristoro” per le vittime di violenze naziste pari a 55 milioni di euro. (c’è anche una proposta di legge per elevarlo a 100 milioni).
Entro il termine previsto, i parenti eredi delle vittime possono presentare domanda tramite citazione ordinaria o addirittura chiedere direttamente il ristoro se in possesso di precedenti sentenze
comprovanti il danno subito. Il rimborso spetta in quota piena agli eredi diretti (consorte, figli) e in quota ridotta più il grado di parentela è meno diretto e lontano. In quest’ultimo caso il danno va
anche argomentato e provato, in altre parole occorre dimostrare che l’evento luttuoso ha in qualche modo condizionato e sconvolto la vita di chi lo ha subito.
Non è giusto sollecitare eccessive aspettative, ma in base ai parametri giurisprudenziali si potrebbe giungere a qualche centinaio di migliaia di euro per i figli, e a qualche decina di migliaia di euro per i nipoti. E non è cosa teorica: a Crespino, durante l’incontro, si è parlato di otto figli ancora viventi, di vittime dell’eccidio. Il risarcimento dunque non riguarda i danni patrimoniali, già compensati con la Germania con un accordo del 1961, ma i danni non patrimoniali, una sorta di “prezzo del dolore” riconosciuto a chi ha avuto la vita sconvolta dall’eccidio. E questi sono danni non suscettibili da prescrizione in quanto attengono ai crimini di guerra contro l’umanità.

“La strage nazifascista di Crespino, Fantino, Lozzole e Campergozzole – ricorda Alpi – avvenne il 17 e il 18 luglio del 1944 e provocò la tragica morte di 44 persone, fra cui due donne e un bambino, per rappresaglia ingiustificata. Questa strage fu anche uno dei capi di imputazione per i quali nel 1947 venne condannato a morte il Feldmaresciallo Albert Kesselring (poi condonato in ergastolo e infine scarcerato dopo solo 5 anni di detenzione). E’ difficile rendersi conto oggi di quanto tragico e doloroso fu quell’evento per la vita di intere famiglie, private all’improvviso del padre e del marito. Fu un lutto che ha segnato indelebilmente un paese intero e che nessun risarcimento in denaro (anche se giuridicamente dovuto) potrà mai cancellare”.
L’opportunità del risarcimento potrebbe interessare anche gli eredi delle vittime delle altre stragi mugellane. Importante però è far presto a raccogliere la documentazione e fare istanza, perché la possibilità di accedere ai finanziamenti scade il prossimo 27 giugno.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 9 Marzo 2023






