MUGELLO – Siamo tutti contenti che un Mugellano abbia qualche buona possibilità di essere eletto, il mese prossimo, alla Camera dei Deputati. Se ne dovrebbero rallegrare anche coloro che non voteranno mai il suo partito, il Pd. Perché avere “uno di noi” in Parlamento fa senz’altro bene alla zona.
Gli elogi più diretti al senatore mugellano Nencini in questi anni li abbiam sentiti fare dall’ex-sindaco di Firenzuola, che Nencini mai lo ha votato, e neppure ha votato i suoi partiti, visto che Scarpelli è di centrodestra.
Detto questo però non è possibile passare sotto silenzio la vergogna e l’assurdità del sistema elettorale vigente. Del quale l’attuale sistema politico, e in primo luogo i partiti più grandi, portano la massima responsabilità, per non essere stati capaci di modificarlo e migliorarlo in questi anni.
Chi andrà in Parlamento, nella gran parte dei casi, non sarà eletto, ma nominato. Perché noi elettori non potremo scegliere le persone, ma solo votare un partito o un nome scelto a Roma.
Quando scorreremo le liste sarà difficile trovare una persona conosciuta. Segno di uno scollamento sempre maggiore. E’ uno degli effetti perversi della cancellazione del voto di preferenza. A decidere i nomi sono i partiti, nomi che saranno eletti in base all’ordine di lista stabilito dagli stessi partiti. Per cui si possono mettere nei listini anche emeriti sconosciuti. Scelti in base agli accordi tra alleati e tra correnti di partito.
Si capisce bene che questa è una grave degenerazione per la democrazia rappresentativa. E senZ’altro è uno degli aspetti – non il solo certamente – che provoca e accresce disaffezione e allontanamento dalle urne.
Dell’assurdità di circoscrizioni sempre più ampie e dai confini improbabili ha già parlato con cognizione, chiarezza e giusta indignazione Massimo Biagioni (articolo qui), notando in modo critico l’insensatezza di mettere il Mugello non con Firenze, ma con Prato e Pistoia, Massa e Lucca. E anche questo incentiva candidature assolutamente avulse dai territori di riferimento.
Ma anche la stessa candidatura di Ignesti è gravata dai limiti di un sistema sbagliato, e da conseguenti scelte del partito che l’ha scelto. Il Mugello esprime una candidatura, ma poi non potrà votarla. Perché il Pd regionale e nazionale ha piazzato Ignesti in un’altra circoscrizione. Chi vota Pd in Mugello contribuirà a far eleggere gli sconosciuti Ascani, Furfaro, Bini e Marini. Mentre se Ignesti sarà eletto, dovrà ringraziare gli elettori di Firenze e Pisa.
Francamente è difficile capire la logica di tutto questo.
Paolo Guidotti
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 23 agosto 2022




1 commento
Nencini, da quanti decenni é in parlamento?? Ricordatevi che se é nata Italia Viva di Renzi , con tutto quello che ha comportato, tenere per le palle il Conte 2, caduta del Conte 2 e arrivò del salvatore Draghi, é solo grazie a questo personaggio . Chi lo conosce lo evita. Per questo non lo voterò MAI