
Ho sentito il dovere di partecipare al funerale del Cardinale Silvano Piovanelli, perché non poteva mancare alle sue esequie la presenza del suo paese natale, la presenza del sindaco.
Piovanelli era infatti un figlio di questa terra, e il suo paese davvero non lo ha dimenticato mai. Non soltanto quando ha esercitato il suo servizio pastorale di Arcivescovo di Firenze, e lo ha fatto per quasi vent’anni, e in questo ruolo, necessariamente, si è occupato di tutte le parrocchie della nostra zona. Ricordo peraltro che fu lui a volere l’unificazione delle due parrocchie del capoluogo, la Pieve e il Santissimo Crocifisso, una scelta non facile, ma sicuramente lungimirante e mirata a mettere insieme tutte le risorse disponibili per dare un servizio migliore all’intera comunità.
Piovanelli è stato presente tra noi in tante altre occasioni, anche quando ha lasciato il suo incarico in Arcidiocesi: ad incontri, presentazioni di libri, alla festa degli Alpini, a ricorrenze, come i cinquanta anni della scuola materna di Luco, il Cardinale borghigiano non ha mai fatto mancare la sua parola sempre chiara, sempre profonda.
Mi ha colpito molto quando l’Arcivescovo di Firenze, Card. Betori ha ricordato le sue origini mugellane, che sicuramente hanno condizionato in senso positivo tutto quello che è stato il suo cammino. Perché è stato sempre un uomo semplice, sempre vicino alla gente, che sapeva parlare con tutti, avvicinare tutti.
E’ un insegnamento del quale ognuno di noi, credente o non credente, dovrebbe far tesoro. Ed è un onore per Borgo San Lorenzo aver dato i natali a una personalità così rappresentativa della Chiesa fiorentina e italiana degli ultimi decenni.
Paolo Omoboni
Sindaco di Borgo San Lorenzo
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 13 luglio 2016

