
FIRENZUOLA – A Firenzuola, sulla questione del nuovo Centro Operativo Comunale, necessario per le emergenze (calamità e terremoti) interviene ora l’ing. Fausto Giovannardi. Che ha avanzato e avanza proposte precise.
L’attuale discussione attorno al COC richiede a mio parere una visione più ampia a cui con questa nota vorrei contribuire.
Nel 2017 fummo incaricati dal Comune di Firenzuola dell’analisi della CLE (Condizione limite per l’Emergenza). Si trattava di valutare per il centro urbano di Firenzuola, cosa può accadere nel caso di un evento sismico eccezionale e come possono rimanere operative la maggior parte delle funzioni strategiche per l’emergenza e la loro accessibilità e connessione con il contesto territoriale. Lo studio era finalizzato ad adempiere ai disposti di un’Ordinanza nazionale della Protezione Civile ed i dati da noi elaborati sono poi stati inseriti dal servizio tecnico comunale nel database nazionale. Ottemperato all’obbligo formale risulta opportuno/doveroso esaminare i risultati dello studio ed operare di conseguenza.
Il COC è il cuore nevralgico della gestione dell’emergenza e quindi d’importanza primaria per un comune isolato come Firenzuola. In caso di evento straordinario (Sisma, Alluvione, etc) deve rimanere funzionante e deve essere raggiungibile dai mezzi di soccorso che arrivano dall’esterno. Nel Piano d’Emergenza della Protezione Civile, il COC di Firenzuola si trova nel capannone Comunale a fianco del Rio Barondoli e si ritenne naturale individuare l’area di Ammassamento (dove arrivano i mezzi di soccorso esterni) nel grande piazzale che lo circonda. L’edificio è un grande capannone prefabbricato costruito tra il 1980-87 con caratteristiche antisismiche di base, ma da verificare se rispondente agli attuali requisiti di sicurezza che deve avere un edificio strategicamente rilevante.
Le strade (infrastrutture di connessione) per accedervi provenendo dal Mugello risultano percorribili salvo le verifiche puntuali da fare sui ponti presenti e su alcuni agglomerati (aggregati strutturali interferenti) prossimi alla strada (Barco, Rifredo, Traversa,…) il cui crollo può rallentare o impedire il passaggio ai mezzi di soccorso.
A Firenzuola vi sono però anche altri edifici strategicamente rilevanti ai fini dell’evento sismico e sono il Presidio di Primo soccorso, presso la Misericordia e la caserma dei Carabinieri. Entrambi presentano alcuni problemi per la funzionalità in caso di evento legati principalmente alle infrastrutture stradali che possono risultare ostruite dal crollo di edifici.
Analizzato lo scenario in cui possono doversi trovare ad operare queste funzioni indispensabili, è necessario operare scelte che, nei tempi necessari, portino a soluzioni ottimali. Maturammo a quel tempo l’idea, rimasta purtroppo tale, di iniziare a pensare ad un unico complesso della “Sicurezza e Salute” posto nel terreno a fianco dell’Eliporto, che raggruppasse in spazi autonomi: il COC, la Protezione Civile, il presidio Sanitario, la caserma dei carabinieri, la Misericordia, gli ambulatori medici, etc.
Un grande edificio isolato simicamente alla base e quindi in grado di rimanere integro anche per sisma di alta magnitudo, con un piano seminterrato destinato ad autorimessa dei mezzi ed uno o due piani fuori terra, accessibili dall’attuale strada esterna al centro urbano di Firenzuola e circondato da un ampio piazzale.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 7 Ottobre 2024



1 commento
Bravo ingegnere finalmente uno che sa cosa dice .Auguri