
SCARPERIA E SAN PIERO – Una tavola apparecchiata al centro della chiesa dei SS. Jacopo e Filippo ha accolto e sorpreso la comunità, ieri mattina, alla Messa delle 10.30 a Scarperia.
Gli ignari invitati speciali alla Mensa domenicale sono stati i catechisti e le catechiste dell’unità pastorale del paese, incaricati da qualche giorno di dover preparare un breve commento personale ad alcuni momenti salienti della celebrazione, ma senza saperne di più. Così, nello stupore generale, tra sguardi incuriositi e meravigliati delle persone che a poco a poco entravano, l’assemblea si è composta e la chiesa si è popolata, in un clima di attenzione e di silenzioso raccoglimento.
I catechisti, visibilmente emozionati, hanno fatto ingresso in corteo e si sono sistemati intorno al tavolo, non solo in quanto protagonisti di una celebrazione pensata per loro, ma anche in rappresentanza dei bambini e dei ragazzi del catechismo che, seduti nelle panche, li hanno circondati, così come delle famiglie e della comunità che simbolicamente li ha supportati.
Il celebrante, don Antonio Cigna, seduto a capotavola ha officiato da lì la S. Messa, spiegando il significato di alcuni gesti e invitando i commensali a fare esperienza dell’Eucarestia sotto le due specie, del pane azzimo e del vino.
“Bellissima idea, emozionante!”, “una Messa decisamente coinvolgente” hanno esclamato al termine alcuni genitori; “è importante anche per noi adulti riflettere sui vari momenti della Messa e sapere che dietro a ogni gesto, che a volte facciamo in maniera distratta o abitudinaria, c’è un significato profondo”, “è curioso pensare che l’invito di sedersi intorno al tavolo del Signore lo riceviamo tutte le domeniche, eppure quanto è potente e suggestivo vederlo rappresentato così!”, hanno aggiunto altri partecipanti. Ma tra i più entusiasti ci sono proprio i catechisti che si sono detti sinceramente coinvolti e al centro della comunità.

“Ci sentivamo un po’ come gli Apostoli”, hanno commentato con emozione. Ed è stata proprio l’autenticità dell’intero rito che ha colpito e ha fatto mantenere viva l’attenzione durante tutta la celebrazione. Certamente, anche l’effetto-sorpresa ha avuto un ruolo importante, ma da questa esperienza positiva possiamo trarre l’indicazione di quanto sia importante curare l’incontro domenicale, arricchendo le preghiere dei fedeli con le intenzioni della comunità o fornendo ogni tanto delle brevi spiegazioni alle diverse parti del rito.
E se questa volta la Messa è stata un po’ più lunga del solito, nessuno si è lamentato!
Letizia Materassi
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 22 Gennaio 2024
