BORGO SAN LORENZO – Omar Burberi, 30enne borghigiano, preparatore dei portieri, rientrato in Italia dopo un’esperienza di alcuni anni in Australia alla Juventus Accademy, adesso lavora da qualche tempo con l’Empoli Calcio, e in questa intervista riassume la sua esperienza insieme alla sua visione del mondo del calcio.
Ci puoi raccontare in breve la tua esprienza in Australia?
“Sono stato due anni nella Juventus Academy come allenatore dei portieri e poi successivamente l’ultimo anno mi sono staccato dall’Academy e ho voluto provare un’esperienza in una società puramente australiana, lavorando in una squadra nella categoria NPL 2, che è circa due categorie sotto la serie A Australiana, chiamata A-League”
Facciamo un passo indietro, come è nata per te l’opportunità dell’Australia?
“Sono laureato in scienze motorie, ho sempre giocato nel ruolo di portiere e avevo voglia di fare un’esperienza all’estero. Così inviai un curriculum alla Juventus, mi chiamarono da Torino per fare dei colloqui, delle esperienze formative e lavorative sul campo. Dopo alcune settimane di prova mi hanno comunicato che ero stato preso nel loro gruppo e poi dopo poche settimane mi hanno chiesto se avevo intenzione di andare all’estero e quindi mi hanno proposto questa opportunità a Sydney”.
Quanto sei rimasto in Australia?
“La mia esperienza sarebbe dovuta durare otto mesi o un anno, e invece poi alla fine è durata tre anni”.
Perché hai deciso di tornare in Italia?
“L’Australia è una terra bellissima ma molto difficile per gli stranieri, ad esempio a livello di mantenimento dei visti. Per rimanere avrei dovuto fare scelte lavorative lontane dal calcio. Ma soprattutto ho deciso di tornare per crescere ancora professionalmente; perché l’Australia a livello calcistico e tecnico è molto inferiore rispetto all’Italia. Io invece volevo fare un salto di qualità nella mia carriera. Questa esperienza però mi è servita per imparare bene la lingua inglese e per imparare nozioni tecniche in merito al calcio giocato e vissuto là”.
Cosa stai facendo adesso in Italia?
“Per allenare in Italia servono molti patentini e tesseramenti a livello di federazione, che non potevo fare in Australia in quanto poi in Europa non avrebbero avuto valore. Quindi sono tornato anche per iscrivermi e frequentare questi corsi, che sono a numero chiuso in base a graduatorie, ai quali non è facile accedere. Per questo appena sono rientrato ho fatto subito il patentino da UEFA-C da allenatore. Dopodiché ho ricevuto una chiamata dall’AC Prato, che milita in Serie D, una società molto famosa a livello nazionale, che mi ha permesso di fare gli ultimi quattro o cinque mesi della stagione e apprendere tantissime nozioni anche a livello di prima squadra”.
Un’esperienza importante?
“Sì, è stata una una gavetta importante e una bella esperienza, che mi ha permesso di ottenere il patentino per preparare i portieri professionisti. Già lì a Prato, dove la squadra militava in una categoria semiprofessionista, facevamo un tipo di lavoro molto simile a quello, con allenamenti tutti i giorni sia mattina che pomeriggio, sabato rifinitura e domenica partita, sia in città che fuori regione. Dopodiché ho potuto fare il corso da preparatore dei portieri che mi permette di allenare tutto il settore giovanile a livello professionista e fino alla serie D”.
Poi?
“Ho ricevuto una chiamata dall’Empoli, all’inizio per il settore giovanile: si parla di ragazzi, under 13, under 14. E alla fine dello scorso anno mi hanno proposto di lavorare con l’Under 18: un impegno importante che prevede di collaborare anche con la “Primavera” e la prima squadra. Capita infatti che alcuni giocatori che ho preparato io poi facciano delle partite con la prima squadra. E qui stiamo parlando di Serie A e serie B nazionale Under 18, quindi con Milan, Inter, Fiorentina, Empoli, Roma, Lazio. È praticamente il campionato di Serie A senza Napoli e Juve, che con l’Under 23 partecipano invece al campionato di Lega Pro. È un campionato professionista a tutti gli effetti. Ci sono giocatori molto importanti, di prospettiva, giocatori che potrebbero comunque andare a giocare in un campionato professionista dalla Lega Club fino alla Serie A. Insomma, una serie A in miniatura”.
Tu continui a vivere in Mugello?
“Sì, mi sposto ogni giorno. Questo è quello in cui credo e mi piacerebbe che un giorno diventasse ancora qualcosa di molto più importante, un lavoro a 360 gradi”
Com’è l’esperianza di preparatore dei portieri?
“Noi siamo una squadra dentro la squadra, una famiglia all’interno di una grande famiglia quindi i rapporti che si creano allenando quattro portieri, sono molto più profondi rispetto a quelli che nascono allenando una squadra di 20-25 giocatori”.
Ripensi all’Australia? Ti penti di essere tornato?
“In Australia avevo un obiettivo, di rimanere là per apprendere, per far sì che tutte quelle mie idee di lavoro nel calcio potessero avverarsi. Oggi, dopo due anni, posso dire che si stanno avverando alcune situazioni che immaginavo quando ero là. Adesso, ad esempio, è arrivata questa opportunità, continuo a lavorare forte per arrivare alla fine della stagione sentendo di aver dato il massimo per la squadra, per me, per la società”.
Come vedi il tuo futuro? In Italia o con un club estero?
“L’esperienza estera l’ho già fatta, anche se mi piacerebbe rifarla in un settore professionista. Per adesso devo cercare di accumulare punteggio e cercare di accedere alle categorie superiori. Intanto per me è motivo di orgoglio e di soddisfazione essere nell’Under 18 dell’Empoli, circondato da persone che hanno militato anche in serie A, nomi veramente di spessore che sono stati allenatori o secondi allenatori di persone come Gattuso o altri giocatori di questo calibro “.
Tirando un bilancio?
“Voglio sottolineare che è stata la scelta più giusta quella di tornare e intraprendere questo percorso in Italia. Due anni fa non avrei potuto immaginare di essere ora all’Empoli nell’Under 18. E adesso tutti i piccoli percorsi, le piccole paure e indecisioni che ho avuto in Australia capisco che mi sono servite per arrivare a questo punto”.
Nicola Di Renzone
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 13 Ottobre 2024






