FIRENZUOLA – Anche Daniele Cornacchia, chef del ristorante “Da Pako” di Bruscoli a Firenzuola, ha partecipato, insieme ad altri 69 colleghi di tutta la Toscana, all’incontro con Papa Francesco durante l’udienza di mercoledì 2 maggio.
“È stata un’emozione incredibile – racconta lo chef firenzuolino – un evento indescrivibile che mi rimarrà per sempre nel cuore. Oltre all’incontro con il Santo Padre, che ovviamente è stato bellissimo, è stato interessante scoprire come funziona il ‘dietro le quinte’ del Vaticano. Un’organizzazione impressionante”.

I 70 cuochi sono partiti alle 4.00 da Firenze “Senza dormire – spiega Cornacchia – perché uscivamo dal servizio del 1° maggio che è sempre molto impegnativo”. Dopo qualche fermata e molto traffico sono arrivati a Roma e subito sono stati fatti entrare dalla gendarmeria e scortati in piazza San Pietro dove hanno assistito all’udienza. “Eravamo davanti a tutta la piazza, piena di persone che ci guardavano incuriositi, anche perché noi eravamo in divisa, e ci fotografavano. Durante l’udienza il Papa ci ha salutati e ringraziati davanti a tantissimi fedeli. Dopo siamo stati scortati al suo cospetto per il colloquio. Eravamo tutti molto emozionati e tesi ma ci siamo resi subito conto che lui era molto cordiale ed affabile, ha accettato i nostri doni ed ha persino autografato la casacca di una ragazza chiedendogli, scherzando, 100€. In fondo è stata una giornata leggera, piacevole e molto divertente”.
Dopo l’incontro con Papa Francesco, che ha fatto dono ai suoi ospiti di un rosario, i cuochi sono stati scortati nelle cucine della gendarmeria dove hanno cucinato un banchetto per le guardie per poi visitare i giardini Vaticani, anche nelle zone non aperte al pubblico.
“Alla fine della giornata – termina il suo racconto lo chef Cornacchia – eravamo talmente felici che, se all’andata non abbiamo dormito perché non vedevamo l’ora di arrivare, al ritorno invece non riuscivamo a chiudere occhio per l’eccitazione e la voglia di confrontarci tra noi su questa magnifica esperienza. È stato strano, infine, tornare alla solita routine dopo un’esperienza che, forse, non ricapiterà più nella vita”.
Irene De Vito
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 4 maggio 2018




