MUGELLO – C’era il timore della presenza di altri siti di discarica sopra la valle del Rovigo. Una tesi avvalorata dall’interrogazione parlamentare del 1971 del deputato comunista ed ex sindaco di Imola Veraldo Vespignani (articolo qui) e che trova purtroppo conferma nella testimonianza di Andrea Benassi, che sui social rivela la scoperta di una seconda discarica da lui definita “insabbiata”.
Benassi, che è di Casola Valsenio, comune romagnolo che confina con Palazzuolo, e che è antropologo culturale e appassionato speleologo, infatti parte proprio dalle parole di Vespignani: “L’interrogazione parla chiaro: ‘2 sono in atto lungo la strada n477 tra la località Spiagge ed il passo della Sambuca sul Monte Carzolano‘. Il dott. Vespignani dal testo della sua interrogazione sembra un uomo preciso e degno di fiducia, quindi perché non cercarla questa seconda ‘discarica insabbiata’?
Il tratto di strada tra le Spiagge ed il Passo della Sambuca è breve, poco più di un chilometro e poco sopra le spiagge, costeggia un piccolo affluente del Rovigo che nasce proprio dal Passo della Sambuca. Se c’è qualcosa farà fatica a nascondersi. Ad aiutarci inoltre ci sono le foto aeree realizzate negli anni ’60 e ’70 dall’istituto cartografico regionale. Per la zona in oggetto, non solo mostrano chiaramente i cambiamenti avvenuti prima e dopo la creazione della prima discarica, ma proprio nella zona che ci interessa, mostrano anche due grandi frane avvenute in un periodo compreso tra il 1963 ed il 1975. Cosa avrà creato quelle frane? Una semplice stagione troppo piovosa, oppure ‘monnezza ci cova?’ Non sarà che per caso qualcuno ci ha messo le mani scaricando chissà cosa e creando un pendio instabile? Beh per levarsi il dubbio basta dare un occhiata – continua Benassi -. Cosi alcuni giorni fa, sono stato a vedere quel fosso e quelle frane… e indovina un p’? ‘A pensare male si fa peccato ma spesso ci si indovina!’
Eccoli lì i resti della seconda discarica: sui bordi della frana come un record stratigrafico archeologico fanno bella mostra di loro i famosi sacchi neri e rifiuti di ogni genere. Non si nascondono loro, sono lì appena sotto un velo di muschio e un dito di terra. Sembra che anche per loro i 54 anni siano passati in un lampo. Pesci di plastica per fiumi di plastica. Tutto ancora una volta appare surreale.
Quindi riassumendo e immaginando cosa possa essere successo in questo secondo sito, diciamo che nel 1971 anche qui furono sversate tot tonnellate di monnezza. Poi tra il 1971 ed il 1975 anno delle foto aeree, una bella frana si portò via una discreta quantità di quella monnezza riversandola nel fiume. Chissà chi allora “insabbiò” tutto ancora una volta, perché è certo che quella frana di rifiuti si debba esser vista nel fiume! 54 anni l’hanno poi sparsa e dispersa come se nulla fosse successo. (54 anni, ovvero 2 generazioni!). Oggi è successa la stessa cosa con la prima discarica. Quindi nessun problema con la seconda? Io non direi, perché oltre a ciò che è caduto girando per il bosco è chiaro che c’è ancora molto altro sotto un velo di muschio. Chissà quando potrebbe decidere di tornare a muoversi… Morale – conclude Benassi -? Il problema è grosso, più grosso di quanto si voglia far credere e come ormai è evidente se non sarà affrontato sarà capace di proiettarsi nel tempo a venire ancora una volta. Nel futuro”.



© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 29 marzo 2025


