BORGO SAN LORENZO – “Abbiamo ritenuto -spiega il sindaco borghigiano Paolo Omoboni- che in certe zone del paese, penso all’ingresso dell’ospedale per il tipo di utenza che vi transita, e penso al centro storico, il commercio in forma itinerante non sia consono. E’ indubbio che in certe zone, vi è un forte afflusso di venditori ambulanti e questo può rappresentare una criticità. Da qui la decisione di intervenire”. Così ieri pomeriggio il Consiglio comunale di Borgo San Lorenzo ha approvato una modifica del regolamento del commercio che vieta la vendita degli ambulanti -in pratica soprattutto immigrati africani e asiatici che offrono le loro merci ai passanti, talvolta anche in modo insistente, cosa che in passato ha provocato diverse proteste.
Così il comune ora adotta la linea dura. Nella modifica al regolamento si prescrive infatti che “il commercio in forma itinerante può essere svolto su tutto il territorio comunale ad esclusione delle vie e delle zone di seguito indicate, secondo le modalità stabilite nel regolamento comunale per l’esercizio del commercio su area pubblica”. E si fanno due gruppi di zone vietate al commercio itinerante: il primo con il divieto modificato da ragioni di viabilità, sicurezza stradale e limitazione dei posti auto per la sosta. Il secondo per tutelare “le aree di maggior pregio artistico del tessuto urbano”. Le zone interessate da questa modifica al regolamento comunale sono tutto il centro storico del capoluogo e delle frazioni, oltre alla strada regionale “Traversa del Mugello”, viale Giovanni XXIII, viale della Resistenza, viale IV Novembre, viale Pecori Giraldi, viale Kennedy, via Caiani, via Faentina (dall’incrocio con la strada regionale n. 41 –Sagginalese fino al sottopasso del ponte ferroviario linea Firenze-Faenza). Niente più vendita di calzini e fazzoletti anche nel parcheggio davanti all’ospedale, e nei parcheggi pubblici, ad eccezione degli spazi appositamente individuati.
Ora però occorreranno i controlli. “Finora -precisa Omoboni- i controlli sono stati effettuati, sia dalla Polizia municipale che dalla Guardia di Finanza, e sono state fatte sanzioni e sequestri della merce. Ma molti di questi venditori hanno una regolare autorizzazione alla vendita, ottenuta in altri comuni ma valida su tutto il territorio regionale, e sono punibili solo se posano la merce per terra”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 23 maggio 2017



