
VICCHIO – È prevista per questa mattina, giovedì 1 Agosto, la seduta di insediamento della nuova commissione parlamentare bicamerale d’inchiesta sui fatti accaduti alla comunità Il Forteto; per i quali Rodolfo Fiesoli è stato condannato in via definitiva a 14 anni e dieci mesi per abusi e da un anno e mezzo è ai domiciliari.
Come riporta un articolo del quotidiano La Nazione, questa nuova commissione bicamerale, la seconda, dovrà occuparsi delle “eventuali responsabilità istituzionali in merito alla gestione della comunità e agli affidamenti dei minori”. Quindi concentrarsi sulle eventuali responsabilità delle istituzioni che avrebbero dovuto controllare Il Forteto, come la Regione, ma anche, per altri aspetti, gli enti locali.
Fanno parte di questa nuova commissione quindici deputati e quindici senatori. I primi sono Stefania Ascari, Deborah Bergamini, Beatriz Colombo, Christian Di Sanzo, Devis Dori, Chiara La Porta, Maria Anna Madia, Ilenia Malavasi, Simonetta Matone, Erica Mazzetti, Francesco Michelotti, Elisa Montemagni, Federica Onori, Alessandro Palombi e Andrea Quartini. I senatori invece: Susanna Donatella Campione, Silvio Franceschelli, Mariastella Gelmini, Antonio Guidi, Ettore Licheri, Paolo Marcheschi, Dario Parrini, Cinzia Pellegrino, Simona Petrucci, Manfredi Potenti, Stefania Pucciarelli, Salvatore Sallemi, Ivan Scalfarotto, Daniela Ternullo e Julia Unterberger.
Per prima cosa dovranno nominare l’ufficio di presidenza. Secondo il quotidiano il favorito per la presidenza sarebbe Francesco Michelotti, avvocato, deputato di Fratelli d’Italia.
Poi ci si concentrerà, come detto, sulla catena di responsabilità istituzionali, politiche ed economiche che hanno permesso o ignorato quanto accaduto nella comunità del “profeta” Fiesoli. “Un black-out politico-istituzionale – si legge su La Nazione – che ha coinvolto il tribunale dei minori dell’epoca e gli enti locali. Nonostante una condanna divenuta definitiva nel 1985 – scrivono ancora i giornalisti – la comunità fondata da Fiesoli ha continuato a ottenere bambini provenienti da realtà difficili. Bambini che, come hanno dimostrato le sentenze, sono stati abusati e anche sfruttati nel lavoro, sottoposti alla pratica dei ‘chiarimenti’, cresciuti da adulti diversi da quelli indicati nei provvedimenti di affidamento. Senza che nessuno si accorgesse mai di nulla”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 1 Agosto 2024



