MUGELLO – Non si può andare avanti così: un disservizio ferroviario così forte è intollerabile e va denunciato, a tutti i livelli. Racconto la mia ultima recente esperienza.
Ho necessità di andare tre giorni a Firenze. Sabato mattina decido di usare il treno che parte da Borgo San Lorenzo alle 9.27. Faccio il biglietto sulla App di Trenitalia e mi dice che non ci sono biglietti disponibili. Strano… Vado in stazione, come sempre non c’è anima per chiedere informazioni, provo a fare il biglietto alla macchinetta, e anche lì dice che non c’è disponibilità di biglietti. Con me ci sono altri viaggiatori nelle stesse condizioni. Alla fine decidiamo di fare il biglietto per il treno successivo, salendo comunque su quello delle 9.27. Che non è affatto pieno. E che ci porta regolarmente a Firenze.
Il giorno dopo, domenica, decido di usare lo stesso treno. Guardo l’App di Trenitalia: treno soppresso. Perfetto….
Lunedì il treno per Firenze va ed è in orario. Per il ritorno salgo da SMN alle 18.40, ma alla stazione di Fiesole – Caldine il treno si ferma e ci fanno scendere. Ci dicono di un non meglio precisato guasto a un altro treno proveniente da Borgo, che così blocca la linea.
Si scende dunque a Caldine, senza un mezzo sostitutivo, e chi è fortunato può chiamare un familiare e farsi venire a prendere. C’erano turisti stranieri, del tutto disorientati e in difficoltà. Una gran bella figura per il nostro Paese…
E qualche pendolare dice che un episodio simile era avvenuto pochi giorni prima, col treno delle 17.40 bloccato a Mimmole, e con la soppressione anche delle corse da Firenze delle 18.40 e delle 19.40. Un altro racconta poi dei viaggi su convogli strapieni con un vagone chiuso e vuoto. E dei tanti ritardi.
Un servizio pubblico – dove il prezzo del biglietto peraltro cresce nonostante il sempre più basso livello – non può essere una scommessa: non sai se parti, non sai se arrivi in orario. In particolare, per i pendolari, studenti e lavoratori, è uno stillicidio incredibile e vergognoso. Possibile che tutto passi sotto silenzio? Perché gli amministratori pubblici non aprono bocca e sembrano tutti così rassegnati?
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 13 Ottobre 2026






