VICCHIO – Il gruppo d’opposizione attacca dopo la lettera della Prefettura: “Questo modo di amministrare — fatto di improvvisazione e arroganza — è esattamente ciò che preoccupa di più per il futuro del nostro paese”. Ecco la nota completa:
Il Comune di Vicchio — già alle prese con un piano di riequilibrio pluriennale voluto da questa maggioranza — ha subito una formale e pesante diffida dalla Prefettura di Firenze, la prima nella storia del Comune di Vicchio.
Il motivo è gravissimo: la mancata approvazione del Rendiconto di gestione 2025 entro il termine di legge del 30 aprile 2026, come tutti avrete potuto notare.
Non siamo di fronte a un semplice “ritardo burocratico” o a un dettaglio tecnico. Questo è il certificato ufficiale di un fallimento politico e amministrativo. Sforare i termini di legge sull’atto contabile più importante dell’anno è la prova provata che questa maggioranza ha perso il controllo della macchina comunale. Mentre il piano di riequilibrio finanziario rappresenta una scelta, non un’imposizione della Corte dei Conti, questa volta abbiamo un atto che certifica l’incompetenza e la mal gestione del nostro Comune da parte di questa amministrazione.
Il Prefetto ha infatti assegnato all’Ente un ultimatum di soli 20 giorni. Se il rendiconto non verrà approvato entro questa scadenza, scatteranno le procedure di legge: il Consiglio Comunale potrebbe venir sciolto e il Comune commissariato. Lo dice la Prefettura, non solo Vicchio Vive, come qualcuno vi voleva far credere.
Un’Amministrazione che ha deciso di portare Vicchio nella procedura di pre-dissesto avrebbe dovuto garantire rigore millimetrico, controllo e una capacità di gestione impeccabile. Invece, oggi ci troviamo sull’orlo del baratro per colpa di una totale negligenza.
Di fronte a un’emergenza di questa portata, un’amministrazione responsabile avrebbe dovuto fare autocritica e aprire un confronto serio e trasparente con tutte le forze consiliari. Invece si è scelta la strada della fretta, convocando un Consiglio decisivo per il futuro del nostro Comune con un’imposizione dei tempi unilaterale da non lasciare spazio di manovra a nessuno, nemmeno ai colleghi di maggioranza.
Questo modo di amministrare — fatto di improvvisazione e arroganza — è esattamente ciò che preoccupa di più per il futuro del nostro paese.
Prima si dichiara il pre-dissesto; poi, magicamente, da quello stesso bilancio spuntano i fondi per finanziare progetti da centinaia di migliaia di euro. Assistiamo a variazioni confuse che rivelano uscite sottostimate, tagli agli investimenti di efficentamento della comunità, pesanti sforbiciate al personale, con la rinuncia alle assunzioni per il prossimo triennio. Nel frattempo, si continua a campare di rendita e con promesse di bandi che dovrebbero sorreggere un’intera comunità, ma la realtà dice che nessuna scadenza viene mai rispettata, non c’è ascolto, concretezza e presenza sul territorio. E oggi, a certificare questo caos, arriva persino l’ultimatum della Prefettura: Vicchio è a un passo dal baratro. Siamo di fronte a una totale instabilità amministrativa, il cui prezzo purtroppo ricade interamente sulle spalle dei cittadini
Quei cittadini di Vicchio, che pagano le tasse e subiscono i disagi di questa gestione, loro, tutti noi, meritiamo serietà, trasparenza e rispetto. Meritiamo un’Amministrazione capace di gestire le difficoltà, non di aggravarle mettendo a rischio la stabilità e la dignità delle nostre istituzioni.
Fonte: Vicchio Vive
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 28 maggio 2026



