[youtube height=”HEIGHT” width=”WIDTH”]https://www.youtube.com/watch?v=2JoGYM0M8yg[/youtube]
BORGO SAN LORENZO – Che un branco di lupi uccida un capriolo è nella natura delle cose. Che lo faccia a duecento metri da una fattoria e da una stalla di bovini è cosa un po’ diversa.

Domenica mattina Adriano Borgioli, proprietario dell’azienda agricola Valdastra, tra Borgo San Lorenzo e San Piero a Sieve, si è trovato davanti a una scena non comune: un capriolo che era rimasto impigliato con la testa in uno dei cancelli della tenuta agricola, e che era stato branato nella parte posteriore dai lupi.

Borgioli è parecchio preoccupato, e non tanto per la sorte dei caprioli. “Nel giro di pochi giorni il bestiame tornerà fuori, al pascolo, e inizia la stagione dei parti. E sappiamo che è meglio che i parti avvengano all’aperto sia per la vacca che per il vitello. Ma questo punto non sappiamo più cosa fare: perché se a un branco di lupi dobbiamo dare il pasto quotidiano, un menù a base di vitellini appena nati, un animale facilissimo da catturare, la cui carne è particolarmente apprezzata dal predatore, tanto da abbandonare la caccia al selvatico, senz’altro più faticosa, allora diventa dura. Anno scorso già abbiamo perso diversi capi. Sì, siamo preoccupati e arrabbiati”.

© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 19 marzo 2018






