Carne buona, ma anche buone idee sta sfornando la Cooperativa Agricola di Firenzuola, la CAF, che raccoglie il 95% degli allevatori del Mugello e che gestisce il Centro Carni Mugello a Mattagnano-Rabatta, tra Vicchio e Borgo San Lorenzo. Centro importante, perché èil punto di riferimento di tutti gli allevatori locali, unica struttura di macellazione per tutta la provincia di Firenze, e con una bottega dei prodotti locali molto qualificata.
Le ultime buone idee la CAF le ha presentate di recente, in un incontro tenutosi a Villa Pecori Giraldi a Borgo San Lorenzo, introdotto dal presidente della cooperativa Roberto Nocentini, presente anche l’assessore regionale all’agricoltura Gianni Salvadori.

Prima buona idea la solidarietà: la CAF ha deciso infatti di donare un importante quantitativo di carne, mezza tonnellata ed oltre, alle famiglie bisognose della zona, tramite la Caritas borghigiana e il Punto Famiglia Mugello. In pratica nei prossimi giorni verranno distribuiti hamburger di carne prodotta in Mugello, in cassette dai 7 ai 10 kg. per ciascuna famiglia.
L’iniziativa di solidarietà è stata presentata in occasione del convegno conclusivo di presentazione di un progetto della CAF, finanziato attraverso il Gal-Start, per il lancio di un nuovo prodotto, l’”Hamburger del Mugello”. Salvadori ha avuto parole di elogio: è la dimostrazione concreta –ha detto, che il mondo dell’agricoltura ha ancora nel suo dna i valori del civismo e dell’attenzione alla persona.
Accanto alla solidarietà, l’innovazione: il progetto dell’hamburger mira a lanciare sul mercato un prodotto riconoscibile per la sua qualità e provenienza, in grado di commercializzare anche parti dell’animale –la parte anteriore- anch’essa di qualità, ma solitamente men9o richiesta dai consumatori. E’ stato così realizzato dall’Università un apposito studio, che ha rilevato come vi siano segmenti di mercato che sono particolarmente interessati e attratti dalla provenienza delle carni e che rappresentano così un bacino di acquirenti importante. Ed è stata progettata e realizzata una macchina in grado di sfornare, attraverso tutto l ciclo, dalla tritatura fino all’invaschettamento, le confezioni di hamburger mugellano, che hanno la particolarità di avere impresso, direttamente sulla carne una grande M in rilievo.
Questo prodotto sta per essere commercializzato, mentre sono già sui banchi di negozi e supermercati altre “innovazioni”, come la salsiccia di bovino, che utilizzando solo carne bovina (naturalmente dei produttori della Caf) vanta una percentuale di grasso del 6% contro il 30% di grassi della salsiccia di suino. Va cotta poco, e rimane particolarmente magra, appetitosa e delicata, ottima per essere elaborata in cucina. C’è poi un altro prodotto che da poco ha esordito con buoni risultati di vendita: è il wurstel del Mugello, anzi, come spiega Alessio Serra, direttore della CAF, artefice di questi nuovi prodotti, “il Mugellino, perché uniamo la tradizione del Trentino con la carne del Mugello: è una ricetta di presidio Slow Food, il wurstel è prodotto in Trentino, realizzato però con le nostre carni, 50% bovino, 50% suino. E poiché ha avuto già una buona accoglienza, stiamo sperimentando anche una variante. Presto proporremo anche un wurstel senza pelle, per andare incontro ai gusti dei nostri consumatori, gusti che sono un po’ diversi da quelli tedeschi, che preferiscono una palle più tenace, che crocchia. Da noi invece si preferisce il wurstel senza pelle e per questo abbiamo già iniziato qualche sperimentazione”.
© Il filo, Idee e notizie dal Mugello, ottobre 2014






1 commento
Per me sapere le condizioni di vita degli animali, che cosa hanno mangiato e che non hanno sofferto durante la crescita o la macellazione è molto importante. Per esempio non sopporto l’idea dei cuccioli allontanati dalla madre o impedire loro di allattarsi. Oppure la sorte che subiscono le mucche ” a terra”. Non sopporto gli allevamenti intensivi o mangimi ogm. NON SONO VEGANA O VEGETARIANA!
Sarebbe gradito vedere tramite filmati in che condizioni vivono gli animali e poter visitare le aziende produttrici. Slogan come ” allevato in italia” ” no antibiotici”non dicono niente o poco. quindi fare in modo che chi acquista lo possa fare all’ 80% fiducioso.