
SCARPERIA E SAN PIERO – Rischia di diventare un Petrona-bis. Dalla protesta di qualche famiglia di Massorondinaio e di Scaffaia siamo arrivati venerdì sera ad oltre 150 cittadini che hanno partecipato all’incontro organizzato dal Comitato (articolo qui). “Stasera ci siamo riuniti – dice il coordinatore Cristiano Nencioli – perché ritenevamo opportuno informare i cittadini del tema degli impianti dell’asfalto, sia dal punto di vista della salute che giuridico, mettendoli a conoscenza poi di quali erano le iniziative prossime. Insieme ai relatori di questa sera, che da diverso tempo ci seguono, stiamo preparando un esposto alla Procura della Repubblica, che deve essere ancora attentamente redatto, ma che sarà pronto entro una settimana, dieci giorni, nei quali indicheremo i disagi che vanno avanti da diverso tempo e sui quali le istituzioni non sembrano tutelarci”.

Ripercorriamo un po’ i passi dell’ultimo anno. Il Comitato di Massorondinaio nasce nell’estate 2017 a fronte di un aumento della produzione dell’impianto di asfalto, che ha causato in quella località e a Scaffaia diversi problemi ai cittadini lì residenti, con aria puzzolente, polveri e rumore. Le prime iniziative del gruppo iniziale sono state quelle di richiedere la pubblicazione di alcuni articoli sui media locali per mettere in evidenza le lamentele dei cittadini. Poi il Comitato si è strutturato e si è avvalso della consulenza di professionisti. “Abbiamo inviato a fine 2017 al sindaco un’istanza formale a firma di quasi 50 cittadini (articolo qui) – racconta Nencioli – nella quale richiedevamo di avviare un monitoraggio continuativo della zona, non tanto riguardo alle prescrizioni che l’azienda deve rispettare, quanto all’eventuale rischio sanitario all’esterno. Abbiamo chiesto un parere sanitario e se tutti i disagi sopportati dai cittadini non dovessero comportare una revisione dell’autorizzazione. Abbiamo ricevuto risposta: Ignesti ci ha detto che si era mosso con gli organi competenti e che le analisi erano in corso. Arpat ha risposto al sindaco, con noi in copia, dicendo di non aver fatto i campionamenti né tantomeno che ci fossero analisi in corso. Per questo siamo arrivati a questa serata”.

“Abbiamo chiamato il dottor Gian Luca Garetti medico esperto di inquinamento – dice Nencioli – Marco Grondacci giurista ambientale e l’avvocato Piera Sommovigo che ci hanno chiarito tanti dubbi che avevamo, il primo fra tutti le leggi riguardo la disciplina degli impianti insalubri di prima classe come appunto quello di Massorondinaio, che lo è due volte perché produce anche inerti. Abbiamo quindi deciso di scrivere un esposto perché il sindaco, dalle risposte che ha dato, non sembra si stia muovendo per garantire che quella azienda, alla fine, non è dannosa per la salute. Il fatto che lo sia è che emette aria puzzolente, non permettendo alle persone che lì abitano di vivere in libertà la propria vita”. Il Comitato farà altre iniziative più di piazza e di sensibilizzazione? “Stiamo pensando di fare una manifestazione come per le biomasse – conclude Nencioli – in maniera da far vedere al sindaco che non siamo soltanto un gruppetto di persone, che bisogna andare più nel merito delle questioni, che è un problema sentito da gran parte dei cittadini di San Piero a Sieve, Ricordando che, non per ultimo, il prossimo anno ci sono le elezioni comunali”.
Fabrizio Nazio
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 18 marzo 2018




