BORGO SAN LORENZO – Si prepara una grande festa, alla cooperativa “San Lorenzo” di Borgo San Lorenzo, il 20 settembre. Quel giorno infatti la cooperativa borghigiana festeggerà i suoi cento anni di vita, e sono ben poche le cooperative alimentari che hanno raggiunto questo straordinario traguardo.

Logico quindi festeggiare, prima nel supermercato, in piazza Gramsci, con la benedizione del parroco, don Luciano Marchetti, l’intervento del sindaco, la consegna da parte di un rappresentante di Confcooperative di una targa, oltre ad un piccolo rinfresco.

Tutto questo accadrà il 20 settembre, il giorno del centenario, perché se poi l’apertura effettiva del negozio avvenne nel marzo 1920, proprio in quel giorno, il 20 settembre 1919 i soci fondatori decisero di istituire la cooperativa. Era un periodo durissimo per Borgo San Lorenzo, colpito pochi mesi prima da un terribile terremoto.
Un gruppo di borghigiani, nel solco di una tradizione che in molte parti d’Italia vedeva il laicato cattolico dare concretezza alla dottrina sociale della Chiesa, avviata con la Rerum Novarum di Leone XIII, con la nascita di numerose iniziative sociali, scuole, orfanotrofi, casse rurali, cooperative di consumo, decise di fare qualcosa per la popolazione borghigiana in difficoltà.
E si pensò di aprire uno spaccio, a prezzi calmierati. All’inizio si chiamò Cooperativa Popolare, ma poi il nome dovette essere cambiato per evitare assonanze, sgradite al regime, con il partito popolare di don Luigi Sturzo, e allora si scelse il nome del patrono.

E dopo cento anni la Cooperativa San Lorenzo è ancora lì: ha cambiato sede, si è ingrandita, è divenuta un moderno supermercato, si è legata a vari gruppi della grande distribuzione – prima DiMeglio, adesso Pam- e il consiglio d’amministrazione -che, formato da Stefano Magherini, Luigi Paoli, Valentino Tatangelo, Barbara Belli e Franco Frandi è stato prorogato di un anno proprio per gestire al meglio il centenario- sta lavorando da tempo per resistere alle difficoltà, rilanciare il ruolo della cooperativa e “mantenere -dice il presidente Stefano Magherini– il suo principio solidaristico, che l’ha fatta nascere. E per questo, con i bilanci che siamo riusciti a riportare in pareggio, abbiamo deciso anzitutto di incentivare l’ingresso di nuovi soci e di dare un vantaggio concreto ai soci. Abbiamo infatti applicato il 10% di sconto su tutta la spesa a chi è socio”.

Attualmente i soci sono oltre 300, ma molti di questi lo sono per tradizione familiare, magari con le quote ricevute dai loro genitori. Da qui l’impegno della Cooperativa per recuperarli come clienti, e di ampliare la base sociale.

Ma la “San Lorenzo” si rivolge a tutti. E per questo sta facendo importanti cambiamenti: intanto ha preso un direttore esperto, Stefano Stocco, veneziano: “Viene dal mondo Pam -nota il presidente Magherini-, è più addentro alle dinamiche commerciali, e abbiamo così la possibilità a di avere una guida che segue le strategie della cooperativa, conoscendo le logiche di Pam, in modo da far collimare gli interessi. In passato non era mancato qualche contrasto”.

Così Stocco ha cambiato il volto del negozio: reiorientati e razionalizzati gli scaffali, cambiati i corridoi e rinnovata la gastronomia: “siamo più ariosi, sembra un altro negozio”, dice soddisfatto Magherini.

Certo, le difficoltà non sono mancate, ma ora sembrano in via di superamento: “Abbiamo assestato -nota Magherini- anche la questione dei dipendenti, ora 19 rispetto ai 27 di un tempo. Abbiamo passato un brutto periodo, perché eravamo sovradimensionati.
Adesso invece la struttura dei dipendenti è rispondente alle esigenze attuali. E la cooperativa è in equilibrio, pur con tutte le difficoltà del caso. Perlomeno abbiamo riportato i valori dei costi a livello delle grandi aziende nazionali del settore. Certo, ora tutto è legato alle vendite”.

Per questo la San Lorenzo ce la sta mettendo tutta: offerte e promozioni, per convincere anche una clientela più giovane a fare la spesa settimanale qui, e soprattutto forte attenzione ai prodotti: “Ci interessa – dice Stocco- coinvolgere la tipologia di cliente più giovane, che apprezza ambienti più ampi, e un assortimento più vario. Nell’alimentare siamo molto competitivi, nella qualità e anche nel prezzo. Complessivamente abbiamo intorno alle 10 mila referenze e soprattutto stiamo ricostituendo un forte nucleo di fornitori locali. Il gelato artigianale viene dalla Gelateria Ottaviano, abbiamo fornituri di ortofrutta dalla zona di Firenzuola, e diversi altri produttori locali abbiamo coinvolto e stiamo coinvolgendo. Perché sappiamo che la gente cerca e apprezza i prodotti mugellani”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 16 settembre 2019






