In questi ultimi mesi, nelle vicende del Medio Oriente e dell’Africa (Siria – Iraq – Sinai – Califfato – Nigeria – Sudan), e ora nella vicina Libia, le minoranze culturali e religiose, sono oppresse – torturate – eliminate.
I Cristiani sono le vittime più numerose. Alla faccia dell’Islam tollerante. I media, giornalmente comunicano notizie di uccisioni e attentati in danno dei cristiani in tutti i continenti. Questa condizione di pericolo, impone l’esodo dalla propria terra, e la conseguente scomparsa dei Cristiani dai luoghi che li vedono presenti da tanti secoli. Fatti, che (a mio giudizio), non allarmano gli intellettuali “progressisti” bene inquadrati nella militanza servizievole – ossequiante della nostra società. Intellettuali, appunto, sempre pronti a difendere altre entità culturali, ma tiepidi e riluttanti per i diritti delle minoranze cristiane.
Ricordo i dibattiti promossi sui media nell’anno 2011, per osannare le primavere arabe. Primavere presto annullate da inverni rigidissimi. Tanto da rimpiangere gli autunni dei dittatori in Egitto – Siria – Iraq – Tunisia – Libia. La moda ora in voga di promuovere incontri delle religioni, a mio giudizio non serve a niente. Buonismo a senso unico! Dovremmo chiedere, agli immigrati il rispetto delle nostre leggi, e il riconoscimento dei valori della nostra società, dal momento che scelgono di vivere qui. In Gran Bretagna, la minoranza mussulmana, nei fatti disconosce la giustizia dello stato, e procede ad amministrare la propria giustizia, attraverso tribunali illegali. Molti terroristi sono cittadini di seconda generazione, provenienti da paesi che hanno immigrazione da decenni come Inghilterra e Francia. Da meditare!
Ulteriore cedimento, tanto da risultare “sottomissione” è la rimozione del Crocefisso dalle scuole, o di istituire la stanza delle preghiere anonima, e priva di simboli Cristiani in alcuni ospedali. Il Presepe, poi non si può fare! Offende le altre fedi e la sensibilità dei bambini non cristiani. Mi domando: e la fede delle minoranze nei paesi mussulmani? La fede delle generazioni passate?
Esiste, un precedente purtroppo tragico e dimenticato, a danno delle minoranze Cristiane in Turchia. Dimenticato in Italia. Si chiama: GENOCIDIO DEL POPOLO ARMENO. Il primo pensato e praticato nella storia moderna. Preso come esempio dal Nazismo, per la distruzione del popolo Ebraico. Ma di questo crimine storicamente accertato e dichiarato come GENOCIDIO, non se ne parla. Come se non sia avvenuto. Non esiste “un giorno della memoria” per ricordare la soppressione di quasi due milioni di Armeni.
Unico torto di questo popolo: essere di fede cristiana, nella Turchia Ottomana, e alcuni anni dopo nella Turchia “laica” negli anno 1915 – 1917, dopo la conquista del potere dei Giovani Turchi.
Non si parla, non si apre nessun dibattito, di questo genocidio, per non dispiacere la Turchia, che deliberatamente, nega l’Olocausto, e minaccia ritorsioni contro gli stati o istituzioni che hanno riconosciuto lo sterminio Armeno. La Turchia, ha presentato domanda per aderire alla Comunità Europea, non rispettando gli standard previsti di democrazia e restaurando attraverso nuove leggi una discriminazione verso le donne nella società, insomma una nuova islamizzazione strisciante. Dovremmo avere dubbi nel promuovere l’ingresso della Turchia in Europa. A tale proposito, mi pare esplicativo e storicamente bene impostato, per conoscere i fatti, la lettura del libro: “La TURCHIA IN EUROPA – Beneficio o Catastrofe? – SUGARCO Edizioni”, scritto dal professor Roberto de Mattei.
Credo sia necessario promuovere iniziative per far conoscere il dramma subito dalla minoranza cristiana del popolo Armeno, nella Turchia di inizio XX secolo. Cosi come pare gusto aprire un dibattito e una riflessione sul proseguimento dei trattati, per accogliere questo paese nella Comunità Europea.
Patrizio Baggiani
© Il filo, Idee e notizie dal Mugello, marzo 2015







