RUFINA – I Carabinieri di Pontassieve hanno eseguito nel tardo pomeriggio di giovedì 5 dicembre un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un pluripregiudicato 55enne italiano, già in libertà vigilata, per sequestro di persona in concorso, lesioni, violenza sessuale, violenza privata, rapina ed indebito utilizzo di carte di pagamento.
La vicenda risale agli inizi di settembre, quando l’uomo, con la complicità del fratello, ha attirato in casa sua, in una località isolata di Rufina, l’ex cognata cinquantatreenne. La donna è stata fatta entrare con l’inganno in un pollaio per poi picchiarla violentemente, aiutandosi anche con un tubo in plastica, per poi legarla ad un letto.
La donna, durante il periodo di prigionia, è stata slegata solo due volte al giorno, per pochi minuti, per permetterle di mangiare acqua e biscotti. Inoltre, l’uomo le ha tagliato i capelli in maniera rudimentale, l’ha costretta a scrivere una lettera nel quale comunicava all’ex marito che si sarebbe trasferita all’estero e che, quindi, non sarebbe stata reperibile ed una delega per permettere alla compagna del rapitore di utilizzare le carte di credito della vittima.
Dopo alcuni giorni di segregazione la donna è stata trasferita all’interno della propria roulotte dove è stata ripetutamente violentata.
Questa brutta storia si è conclusa quasi per caso quando la donna, approfittando dell’assenza del suo aguzzino, è riuscita a scappare percorrendo quasi 6 chilometri nel bosco riuscendo a chiedere aiuto ad un automobilista di passaggio.
Una volta ritrovata la liberà la vittima si è rivolta prima ad un’amica, poi ai Servizi Sociali ed infine ai Carabinieri ai quali ha denunciato, in lacrime, l’accaduto. A quel punto è subito scattato il “Codice Rosa” e la donna è stata trasferita in una struttura protetta per garantirle sicurezza durante le indagini coordinate dal PM Beatrice Simona Giunti. Queste hanno permesso di raccogliere numerosi riscontri e prove nei confronti dell’aguzzino e del fratello, complice del rapimento. Resta, invece, da definire il ruolo della compagna dell’uomo visto che ha utilizzato in più occasioni la carta di credito della vittima.
Il cinquantacinquenne è stato arrestato e trasportato al carcere di Sollicciano; il fratello è stato sottoposto all’obbligo di dimora nel Comune di residenza.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 6 dicembre 2019




